lunedì, Giugno 21, 2021
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Il muco di Berlino. Espettorazioni sulla realtà italiana dalla capitale tedesca

Il Muco di Berlino. Espettorazioni sulla realtà italiana e non, dalla capitale tedesca”

Guten Abend“. Dal sondaggio effettuato al volo tra noi venti iscritti (o dovrei dire “poveri iscristi”) alla classe di A2.2 alla Volkshochschule di Mitte, il tipico saluto serale pare essere tra le parole tedesche più famose al mondo. Fatte salve “Achtung” e “Hitler“, s’intende. D’altronde di questi tempi le dittature godono di ottima salute e il povero Adolf avrebbe tanto da imparare dagli odierni condottieri rampanti al di qua e al di là delle Alpi.

Io per esempio vivo a Berlino da un anno, dunque tecnicamente vi scrivo dall’aldilà. Un aldilà tedesco che non è affatto un paradiso, ma vi assicuro che se la Merkel non somiglia per niente a Francesco d’Assisi, Matteo da Firenze visto da qui sembra uno che per digerire quello che dice si beve l’amaro Belfagor.

Che poi non mi piaceva questo accostamento ad un demonio così famoso e allora mi sono messo a curiosare su di un sito dove c’è un elenco lunghissimo di nomi satanici e ho scoperto che uno dei suddetti è “Afragol“. Giuro. Mo’ ho capito perché Bassolino… va be’, sto divagando.

Tornando al pRenzidente del consiglio, il tre settembre scorso ha detto in conferenza stampa che chiunque si trovi davanti ad una dittatura spaventosa ha il diritto di andare via da quel paese per costruirsi un futuro migliore. E io per questo sono a Berlino.

Va be’, lui parlava dei profughi siriani, ma a casa mia questo si chiama autogol. Tschuess dal vostro Khan Akis da Berlino

Il muco di Berlino. Espettorazioni sulla realtà italiana dalla capitale tedesca
Redazione Desk
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