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Il grande ipocrita rogo nell’impianto autorizzato

Lady in the city

Rubrica di Eliana Iuorio

Sono giorni, in cui leggo e sento parlare in tutte le salse, del bando di gara per la costruzione di un certo manufatto, a Giugliano, il mio paese.
Un inceneritore. Devono metter su un “inceneritore” e devono farlo – guarda un po’ – in una delle zone più massacrate e martoriate dalle ecomafie.
“Ci sono ecoballe per 360 campi di calcio, a Taverna del re! Che c’amma fa’, l’amma mangià, ‘a munnezza?” – dicono i cosiddetti “benpensanti”.
Non voglio mandare a quel paese nessuno, su questo spazio, anche perchè preferirei in ogni caso farlo “de visu”; ma vorrei tanto, che questi cari personaggi che si prodigano giorni e giorni, per affermare che il “termovalorizzatore” (che è meglio chiamarlo così, no?) non arreca rischi, nè danni alla salute di chi vive su quel territorio che lo ospita, riflettessero almeno un istante, interrompendo almeno per la frazione di un secondo, la lobotomizzazione cui hanno deciso di sottoporsi.
Dicono che non c’è alcuno studio scientifico che confermi la tesi “inceneritore = cancro (od aumento dei casi di)”; dicono che stiamo peggio così, meglio bruciare tutto.
Dicono che in Europa, i “termovalorizzatori” si trovano al centro della città.

L’area nord di Napoli, così come il casertano, ha subìto negli anni l’invasione di tir carichi di rifiuti tossici (molti provenienti dal nord, parliamo di rifiuti industriali), che la camorra ha saputo gestire, fornendo tali liquami quale concime benefico per tantissimi terreni;  interrandoli in discariche esistenti od ancora ricavandone di nuove, in varie zone del territorio, costruite ad hoc per gli scarichi.
Tutto ciò era chiaro a tanti, ancor prima che il “deus ex machina” collaboratore di Giustizia Schiavone Carmine, ne facesse monologo per uno “show” andato in onda prima su Sky e poi su varie tv locali.
Soprattutto, tutta la vicenda dei rifiuti tossici scaricati sui terreni delle aree suddette, era chiara a chi ha consentito che tutto questo accadesse. Mi riferisco ad amministratori locali, politici, imprenditori.. insomma, a tutta la cricca, il “clan” interessato al potere ed al denaro, più che alla propria salute e quella dei propri figli. Gente che le parole Dignità ed Onore, le sogna di notte.

Accade che grazie agli incentivi Cip6, alcune ditte incaricate di raccogliere monnezza per farne ecoballe, abbiano inserito – nella “balla” che di “eco” porta solo il nome – di tutto e di più (chissà, magari anche molti “rifiuti organici” di nome e di fatto) e che questo scempio, una volta compreso che non poteva diventare in alcun modo combustibile per inceneritori giaccia anni ed anni in un posto preciso alla periferia di Giugliano, all’aperto, in modo che il percolato che ne fuoriuscisse, andasse sistematicamente a coltivare – magari – i terreni confinanti!

Ora.

Seguite il ragionamento.

Abbiamo terreni avvelenati; balle che contengono al loro interno schifezze indicibili ed assolutamente non utilizzabili quale combustibile per inceneritori; amministratori, politici, imprenditori incapaci e collusi, pronti a fare dell’inceneritore eventuale, un “altro affare” per le proprie tasche a tutto danno dei cittadini.

Spiegatemi, a questo punto, perchè non valutare altre possibilità, per 1. smaltire le balle; 2. utilizzare i terreni avvelenati (inutile, pregare un camorrista, per farci indicare quali terreni hanno distrutto. E’ tutto, così!) e 3. risolvere la questione dello smaltimento dei rifiuti una volta per tutte.

Spiegatemi perchè non ascoltare le parole di persone come il Dott. Antonio Marfella (che da anni, ci spiega il rapporto a triplo filo, fra la questione rifiuti industriali e veleni nella terra) o di geologi come il Prof. Franco Ortolani, o di altre illustri e competenti figure professionali, in grado di valutare una soluzione definitiva alternativa al “rogo nell’impianto autorizzato”, un disinnesco della “bomba ad orologeria” sulla quale camminiamo, respiriamo, mangiamo, viviamo, dormiamo.
Perchè non ascoltare le parole di Peppe Pagano, che da anni dice di convertire le coltivazioni dei terreni avvelenati, in coltivazioni “no food”? 
Non esiste una relazione, non ci sono dati scientifici che provino l’ingerenza fortissima che inceneritori, roghi, rifiuti tossici interrati et similia provochino sulla salute delle persone?
E vi siete mai chiesti, perchè, nessuna Istituzione preposta si attivi, nelle nostre zone, per un’anagrafe dei tumori?

A me non servono “dati scientifici”. Ho visto tanta gente, morire di tumore, a Giugliano.
E ce n’è tanta anche nella famosissima Vienna (a causa dell’inceneritore), assurta ad esempio del buon vivere, per la storia dell’inceneritore “al centro della città”, che “funziona bene e non reca danni”.

E quando nemmeno questo, riesca a convincervi ed a farvi meglio comprendere il tutto… 
Ricordate, che l’inceneritore che dovrebbe essere costruito a Giugliano (quasi per terminare l’opera della camorra & friends), non garantirebbe ad alcuno, la sicurezza di altri impianti sorti altrove.
Brucerebbe di tutto e nessuno, controllerebbe; nessuno, parlerebbe. Un genocidio.
E se qualche attivista si informasse e ne parlasse, in un baleno, quella diverrebbe “zona militare invalicabile”. Ci terrebbero lontani.

Siete davvero certi, uomini e donne lobotomizzati, che l’inceneritore sarebbe la soluzione?
Io dico NO all’inceneritore. SI’, ad altre ipotesi. SI’ alla monnezza = ricchezza, come per i tanti centri riciclo esistenti nel nostro Paese. SI’ alla differenziata, all’arrivo al NO WASTE.

SI’, innanzitutto, alla VITA.

This post was published on Set 14, 2013 16:39

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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