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IL GIOCO DEI DELFINI


Ho visto delfini surfare, addirittura orche farlo – in Marocco, sulla spiaggia battezzata in loro onore killer point, la punta successiva dopo Anchor, subito a lato di Mysteries.”

A parlare è Fabio A. Siniscalchi, biologo, velista e subacqueo, che ha unito la sua passione per il mare alla sua professione, dando vita ad Oceanus onlus, un gruppo internazionale di ricercatori e documentaristi che vogliono porre al servizio della ricerca e della tutela degli ecosistemi acquatici le proprie competenze ed abilità.

I delfini – continua Fabio – “surfano le onde con la stessa naturalezza e spontaneità che ho visto negli occhi dei bambini capoverdiani. Non c’è sforzo muscolare che trapeli, non c’è un attimo di indecisione nei loro gesti, sembra che le onde nascano su misura per i loro corpi.

Cavalcare le onde, un gioco che ci accomuna a questi straordinari mammiferi… chi è salito almeno una volta su una tavola non avrà potuto fare a meno di lasciarsi cullare dall’estasi di sentirsi tutt’uno, per quegli attimi unici, con l’onda stessa… Le leggende che si tramandano e si rincorrono fra i tanti popoli sparsi nelle isole degli Oceani raccontano che quell’estasi, che il mare concede di provare solo a chi abbia la sensibilità di accoglierla, sia la spinta che abbia portato gli uomini a trasformarsi in delfini.

I Cetacei sono mammiferi marini molto sensibili alle variazioni ambientali di diversa origine e natura e, per di più, occupano il vertice della catena alimentare. Essi, pertanto, rappresentano uno dei migliori indicatori biologici dello stato di salute globale del mare, non c’è dubbio dunque che debbano essere presi in considerazione per un serio monitoraggio ambientale.

Numerosi gruppi di Delfinidi mi hanno accompagnato durante la navigazione nell’Oceano Atlantico e nel Mar Mediterraneo, venendo a surfare le onde di prua del catamarano. Giocare tra le onde è una sfida, anima la competizione, stabilisce regole e gerarchie, tutto ciò veste un surfista insieme alla sua muta tanto quanto un delfino la sua pelle!

Il silenzio che la navigazione a vela concede dà spazio al suono dei loro sbuffi, al suono unico dell’acqua provocato dalle loro emersioni e soprattutto al gran vociare sottomarino provocato da quell’onda artificiale incontrata magari in un giorno di bonaccia.

Delfini e balene, da sempre protagonisti di leggende, oggi rischiano di diventarlo essi stessi: lo sfruttamento sconsiderato delle risorse del mare riduce sempre più il numero di questi animali e i loro spazi vitali, prenderne coscienza è un dovere di tutti, ancor di più della gente di mare”

Fabio A. Siniscalchi, fondatore e presidente di Oceanus onlus

This post was published on Ott 10, 2012 10:57

Redazione web

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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