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Mercato abusivo a Villa Maria: così Napoli deturpa i suoi tesori

Edgar Wind, primo professore di Storia dell’arte di Oxford, allievo del celebre Aby Warburg nonché uno dei più grandi specialisti di iconologia rinascimentale e di mitologia pagana del XV/XVI secolo, una volta scrisse: se l’arte moderna è a volte tanto stridula, non è solo colpa dell’artista. Tutti tendiamo ad alzare il tono della voce quando parliamo con persone che stanno diventando sorde”.

Mercato abusivo a Villa Maria, esempio prezioso del Liberty napoletano

E’ quello che è accaduto a Villa Maria, già Hotel Eden: un mercato natalizio abusivo è spuntato nei suoi giardini. Il presidente dell’associazione “Piccola Chiaia” è stato denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di abusivismo e per aver infranto il vincolo per i beni archeologici e architettonici che tutela Villa Maria, (il fu Grand Hotel Eden) in via del Parco Margherita 1 e, ovviamente, il suo giardino. Gli agenti della Polizia Municipale del Nucleo operativo di Chiaia e della Guardia Forestale sono intervenuti ieri in seguito a un esposto che richiamava l’attenzione delle autorità e delle forze dell’ordine su un palese abuso nei giardini adiacenti alla Stazione della Metropolitana – Linea 2, concretizzato nell’edificazione di 12 gabbiotti in legno che nell’insieme facevano un mercato natalizio.

Perché il vincolo storico a Villa Maria, ex Grand Hotel Eden?

Villa Maria e i suoi giardini sono una magnifica espressione di Art Nouveau in Italia e di stile Liberty napoletano. L’intero complesso alberghiero fu progettato e costruito grazie al gusto dell’architetto Angelo Trevisan, di cui si riconosce l’eccellente intuizione di elaborare un’ampia superficie finestrata capace di  irregimentare tutta la facciata con un arco a tutto tondo.

Lo Stile Liberty napoletano: un patrimonio nascosto

Il Grand Hotel Eden non è però l’unico esempio di Liberty a Napoli. La collina del Vomero, Posillipo, la Riviera di Chiaia brulicano di questi palazzi e stanno ancora a testimoniare quanto a Napoli si volesse, alle soglie del XX secolo, infrangere il pesante gusto neoclassico e ottocentesco. Il primo esperimento di Liberty a Napoli risale al 1903 con l’autogarage di Mergellina, a cui seguono tra molte opere d’arte l’Hotel Bertolini (corso Vittorio Emanuele) del 1892/1898, il Grand Hotel de Londres (piazza Municipio) realizzato da G.B. Comincini, Palazzo Mannajuolo (via Filangieri 36) del 1909/1910, il Teatro Sannazaro (via Chiaia) del 1874, il Palazzo Paradisiello (via del Parco Margherita 36) di G. U. Arata del 1908, le Terme di Agnano del 1910/11 di G.U. Arata, il Palazzo Arienzo (Sant’Eframo Vecchio) di M. Capo, il Palazzo Velardi (Rampe Brancaccio) di F. De Simone del 1906, le Case Marotta di L. Paterna Baldizzi del 1912 (via Solimena), la Casa Piscitello Taeggi del 1901 di G. Comencini, Villa Peppone del 1912 di G. Botta (Posillipo), Palazzo Leonetti del 1908/1910 (via dei Mille).

La Villa Maria: un tesoro dimenticato

Villa Maria è caratterizzata da un Liberty napoletano ricco di citazioni e sopravvivenze veneziane e olandesi. La torre centrale testimonia l’avanzamento del corpo centrale rispetto a quelli laterali e si delinea con ordini veneziani e una copertura a botte dal fronte vetrato.  Il portale d’ingresso è incardinato da due scalinate monumentali in marmo bianco, alla cui destra un avancorpo semicircolare regge un altrettanto terrazzo, ordinato dagli ampi finestroni che illuminavano il grande salone del fu Grand Hotel Eden. Il grande parco antistante la facciata possiede un gusto esotico e arabeggiante, dagli aromi siciliani e dai grandi palmizi.

This post was published on Dic 17, 2014 13:23

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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