Attualità

Giugliano, al San Giuliano scatta per la prima volta il “Percorso rosa”

Una donna di Melito è arrivata lo scorso fine settimana al pronto soccorso del San Giuliano, l’ospedale di Giugliano, con traumi in più parti del corpo. Politraumatizzata, come si dice in gergo medico. Le sue condizioni hanno spinto i medici a portarla subito in sala operatoria, dove l’équipe di Chirurgia generale diretta da Alfonso Rispo l’ha operata d’urgenza. L’intervento è riuscito: oggi la paziente sta bene e la prognosi è stata sciolta.

Quel ricovero ha segnato anche una prima volta. Con lei, a Giugliano, è scattato il “Percorso rosa”, il protocollo con cui l’Asl Napoli 2 Nord prende in carico le donne vittime di violenza che arrivano in ospedale. La procedura era stata approvata a fine luglio e adesso ha avuto il suo primo banco di prova anche qui.

Cosa cambia, in concreto? Che accanto ai medici che curano le ferite entrano in gioco altre persone, ognuna con un compito preciso. A chiamarle è stato il primario del pronto soccorso, Ferdinando Dello Vicario, come prevede la nuova procedura. C’è il medico legale, che esamina le lesioni e le documenta anche con le fotografie, l’assistente sociale che si occupa di tutta la parte burocratica e il servizio di supporto psicologico, che resta vicino alla donna anche dopo, quando c’è da fare i conti con il trauma. Tre professionisti diversi attorno alla stessa paziente, che così viene seguita sia per le ferite sia per tutto quello che viene dopo.

La Chirurgia del San Giuliano risponde alle urgenze a qualsiasi ora, notte compresa e nell’ultimo anno ha eseguito più di 900 interventi di chirurgia maggiore e oltre 300 ambulatoriali. I casi più complessi sono triplicati rispetto agli anni precedenti, passando dal 4 al 12 per cento, Una buona fetta del lavoro arriva proprio dalle urgenze, circa il 40 per cento, e tra queste i traumi rappresentano il 20 per cento.

In realtà quello di Giugliano non è un nuovo caso: dal primo agosto ad oggi il Percorso rosa è stato attivato otto volte negli ospedali dell’Asl, di cui sei al Santa Maria delle Grazie, uno a Frattamaggiore e l’ultimo, appunto, al San Giuliano. La gran parte dei casi, quindi, si è concentrata in un solo ospedale, ma il protocollo vale per tutta la rete dell’Asl.

La direttrice generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Monica Vanni, ha spiegato che le donne vittime di violenza sono sempre state accolte con le attenzioni di cui avevano bisogno. La differenza, adesso, è che con il percorso interno agli ospedali si può far partire in qualsiasi momento la rete di assistenza d’emergenza, partendo da qualsiasi ospedale dell’azienda, con Pozzuoli come punto di riferimento, al fine di ottenere un’assistenza in cui più professionisti lavorano insieme, in modo integrato: un approccio multidisciplinare, lo ha definito la direttrice.

Vanni ha ribadito che la tutela della vita, della libertà e della dignità della donna resta al centro dell’impegno dell’azienda sanitaria, e ha ringraziato tutto il personale per il lavoro che porta avanti ogni giorno con professionalità e sensibilità.

Alla donna arrivata da Melito, oltre ai chirurghi, l’ospedale ha messo accanto chi ha documentato quello che ha subito e chi la aiuterà a superare il trauma. Da qualche giorno, a Giugliano, funziona così.

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