Finite le riprese de “Il silenzio grande”, regia di Gassmann e tratto da pièce teatrale di Maurizio De Giovanni

Una pellicola prodotta da Paco Cinematografica di Isabella Cocuzza e Arturo Paglia in collaborazione con Amazon Prime Video, in coproduzione con la polacca Agresywna Banda, oltre al contributo della Regione Campania e alla collaborazione di Film Commission Regione Campania. Sarà distribuita da Vision Distribution

Ultimo giorno di riprese per Il silenzio grande, film che segna il ritorno alla regia di Alessandro Gassmann. L’opera è tratta dall’omonima pièce teatrale di Maurizio De Giovanni, che firma anche la sceneggiatura insieme ad Andrea Ozza e a Gassmann.

Una storia segnata dai conflitti, dagli equivoci, dai confronti, dalle voci e dai silenzi di una famiglia tanto eccezionale quanto, nel suo intimo, caotica e disfunzionale. Ad interpretare i protagonisti: Massimiliano Gallo, Margherita Buy e Marina Confalone, affiancati dalle giovani stelle nascenti Antonia Fotaras (Il nome della rosa) ed Emanuele Linfatti (L’ombra del figlio).

Gassmann ha dichiarato: “Con Maurizio De Giovanni ho una collaborazione ormai lunga. Ho sempre pensato che l’opera teatrale di De Giovanni rivelasse forti radici e potenzialità cinematografiche. L’abbiamo prima sperimentata a teatro, dove ci ha regalato emozioni indimenticabili, ed ora, finalmente, diventa il mio terzo lungometraggio da regista. In questo film parliamo di famiglia, di cambiamenti inevitabili, del tempo che passa, e lo facciamo alla metà degli anni Sessanta a Napoli, a Posillipo, con una famiglia che dovrà affrontare una vita diversa da quella agiata vissuta fino a quel momento. Il silenzio grande è un film di luci ed ombre, di silenzi e di esplosioni di parole, di risate, angosce, dove tutti parlano e nessuno veramente ascolta”.

Villa Primic, un tempo lussuosa dimora, ora scricchiolante magione che sembra uscita da un racconto di fantasmi, è stata messa in vendita. Una decisione dolorosa, presa dalla signora Primic, Rose, e condivisa a dai due eredi della fortuna dilapidata della famiglia, Massimiliano e Adele: l’unico che non è affatto contento è il capofamiglia, Valerio, che scoprirà di non aver mai davvero conosciuto i suoi cari e, forse, nemmeno se stesso, fino a raggiungere l’amara consapevolezza che vivere non significa essere vivi. (ANSA)

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