Errico Porzio: “Ripartire con le consegne a domicilio. Ho anticipato 26 stipendi, ma non alzerò i prezzi delle pizze”

Il maestro piazzaiolo, Errico Porzio: “Il delivery aiuta le persone in casa e dimezza le file ai supermercati”

Il maestro piazzaiolo, Errico Porzio: “Il delivery aiuta le persone in casa e dimezza le file ai supermercati”

Mi auguro che alla fine di tutto questo non ci sia una bolla di terrore che rallenti tutto il sistema food. Ho solo questa paura. Non capiamo perché la Campania, la terra che ha fatto delle tradizione culinaria la sua forza economica e non solo, sia stata l’unica Regione al mondo penalizzata con la chiusura forzata di ristoranti e pizzerie anche al delivery“. A parlare è il noto maestro pizzaiolo napoletano Errico Porzio, ai microfoni di ‘spazionapoli’, sul “no” alle consegne a domicilio, ribadito, seppur con qualche apertura in più, anche ieri dal governatore campano Vincenzo De Luca.

Trovo tutto così paradossale essere stati penalizzati anche su quello. Il delivery non solo ti permette di lavorare ancora ma svolge una doppia funzione: da un lato aiuta le persone chiuse in casa ad avere più scelta senza essere costrette a cucinare sempre e comunque; dall’altro dimezza le file ai supermercati perché non ci sarebbe la folle rincorsa all’accaparramento delle materie prime“. Delivery che, “nei quartieri popolari, dove gli affitti degli spazi sono meno onerosi, può essere comunque un’alternativa importante“.

In attesa della riapertura, Porzio volge anche uno sguardo al futuro. “Estenderemo gli orari di lavoro, resteremo chiusi davvero solo per poche ore al giorno e senza più chiusura settimanale. Le prenotazioni diverranno obbligatorie perché non possiamo permetterci di avere file. Ogni turno di prenotazione sarà scandito da una campanella: il gong iniziale e quello finale, come a scuola, che inviterà i clienti ad uscire e fare spazio a quelli successivi. Ma solo e rigorosamente dopo un intervento di sanificazione che non durerà meno di 10/15 minuti. Niente più tavolate purtroppo. Ogni persona avrà un tavolo da 4 e saranno disposti in fila, uno dopo l’altro, senza che si possa avere di fronte a sé un altro cliente“.

A questo punto, il dubbio è se tutti questi cambiamenti, non portino anche a un aumento dei prezzi. “Ognuno ha una sua idea in merito, io non alzerò i prezzi, ho già deciso. Anzi, farò di più. Avvierò un’iniziativa denominata ‘Una corona di pizze’ e ogni giorno consegnerò 50 ticket alle parrocchie della zone e che potranno essere devoluti ai più bisognosi. Ogni ticket varrà una pizza, fino al 31 luglio 2020. Proveremo a non dimenticare la solidarietà, campo di battaglia che ho sempre calpestato dai miei inizi. Non abbiamo dimenticato neanche i nostri stessi dipendenti in questo periodo: ho anticipato 26 stipendi, non potevamo aspettare l’arrivo della cassa integrazione“.

Anche noi – aggiunge – ci aspettiamo un aiuto dall’alto però, una gran fetta passerà per la rinegoziazione dei contratti di locazione e di quelli con i pizzaioli e collaboratori. Abbiamo perso almeno centomila euro di fatturato a causa del Coronavirus. Tutti gli eventi che avrebbero potuto far crescere il nostro brand e la fidelizzazione dei nostri clienti sono stati spostati o annullati. Per fortuna resistiamo anche da casa e andiamo avanti con i tutorial che stanno raggiungendo numeri pazzeschi sui nostri canali social. Sono tantissimi a contattarci“.

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