Il bastone da passeggio, ritratti, lettere, le celebri caricature, i dischi originali, la sua voce immortale che accoglie i visitatori, da un grammofono d’inizio ‘900: l’indirizzo destinato a divenire cult è via Santi Giovanni e Paolo 7, primo piano, nel popolare quartiere napoletano dell’Arenaccia. A cento anni esatti dalla morte, la casa natale di Enrico Caruso, il tenorissimo che fu anche la prima icona pop italiana nel mondo, diventa un museo grazie all’iniziativa, tutta privata, di tre appassionati partenopei: Armando Jossa, Raffaele Reale e Gaetano Bonelli.
In un anno ricco di celebrazioni a Napoli e non solo, si è avverato un ‘miracolo laico’, come lo definiscono gli artefici dell’impresa, inseguito da tempo e realizzato con l’apporto della famiglia Caruso, dello storico Guido D’Onofrio e di Aldo Mancusi, che ha destinato alla Casa Museo svariati reperti, degli oltre cento in totale esposti, provenienti dall’Enrico Caruso Museum of America di Brooklyn. E naturalmente grazie al commerciante Lello Reale, proprietario dell’appartamento oggi restaurato, 45 mq, dove è possibile curiosare tra memorabilia (c’è anche l’elegante biancheria di lino con le iniziali) programmi di sala, locandine, cimeli.
This post was published on Ago 2, 2021 18:03
Quarto appuntamento con la rassegna d’arte ideata da Donatella Bova in posti inediti Arte tra…
Il Comitato Tassisti di Base sollecita un parere positivo e definitivo per il ripristino del…
Lunedì 29 giugno alla Feltrinelli di via dei Greci la prima presentazione ufficiale del nuovo…
Mercoledì 24 giugno la tredicesima giornata del festival diretto da Ruggero Cappuccio mette al centro…
Pompei compie un nuovo salto nel futuro e apre una finestra diretta sul passato. Grazie…
Nuovo colpo per la PSA Napoli EST! La società è orgogliosa di ufficializzare l’accordo raggiunto con Luca…