Emozione Napoli, contro la contraffazione. De Magistris: il nostro Pil sono le emozioni

Emozione Napoli, il nuovo brand per le aziende nostrane

di Redazione

Napoli – Valorizzare la città di Napoli attraverso le emozioni della cultura, delle tradizioni, delle produzioni artigianali e delle realtà imprenditoriali locali: questa, in sintesi, la filosofia del nuovo brand campano “Emozione Napoli”. “Il nostro Pil sono le emozioni – ha affermato il sindaco de Magistris durante la presentazione del nuovo marchio napoletano, nel corso del convegno sull’anti-contraffazione in presenza del ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonatoe dobbiamo avere la capacità di tradurre le emozioni in progetto economico, sviluppo, economia e posti di lavoro”.

L’iniziativa, infatti, nasce per incrementare le vendite dei prodotti “made in Napoli” e contrastare lo sviluppo ormai imperante del mercato del falso. I prodotti contraffatti, i “pezzotti” come sono definiti a Napoli, rappresentano in Campania una larga fetta di mercato, circa il 42,3% delle imitazioni scadenti di prodotti noti sono realizzati e venduti nella regione. Il brand “Emozione Napoli” sarà concesso, invece, soltanto alle aziende nostrane che rispetteranno requisiti specifici, certificati da un apposito centro servizi per la certificazione di qualità di prossima realizzazione. Inoltre, per rispondere alle esigenze delle aziende saranno realizzati un portale ed una community dedicati.

Valorizzare l’economia sana di Napoli significa, insomma, valorizzare la città nella sua totalità: “dietro la contraffazione c’è la criminalità organizzata e interessi molto forti e radicati – ha dichiarato il sindaco de Magistris – bisogna essere efficaci nella lotta. Una cosa è la tolleranza verso gli ambulanti e le persone che per necessità devono sbarcare il lunario, altro è tollerare come prassi che nelle nostre città ci siano centinaia di metri di strada con merci contraffatte. Le istituzioni devono restare vicine ai commercianti onesti ed evitare il conflitto tra chi paga le tasse e i venditori ambulanti che devono capire che nella nostra città ci sono diritti e doveri”.

16 ottobre 2013

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