L’Edenlandia deve ritornare ai napoletani. Così la pensano anche i 55 dipendenti che ci lavoravano e che da anni sono in cassa integrazione aggrappati alla speranza, ormai vicina a quanto pare, di una riapertura che è stata annunciata per giugno, per il cinquantenario della struttura. L’Edenlandia è stato uno dei primi grandi parco giochi d’Europa, e ha visto passare tra i suoi cancelli generazioni su generazioni. Gli stessi figli dei dipendenti sono cresciuti entro quelle mura. L’assessore alle Politiche urbane del Comune di Napoli, Carmine Piscopo, ha dichiarato: “Le opere da abbattere, secondo i nostri calcoli, sono relative a poco più di 2mila metri cubi. L’Edenlandia riaprirà a giugno per non richiudere. Successivamente Edenlandia sarà divisa in lotti funzionali dove si procederà con nuove installazioni, in modo da non chiudere durante il periodo dei lavori. I singoli lotti man mano svilupperanno anche le nuove attrazioni“. Questa volta, possiamo fidarci o è l’ennesimo proclama senza seguito destinato a risolversi in un nuovo “nulla di fatto”?
Alcuni dei 55 dipendenti del parco giochi napoletano, Rosario Romano e Raffaele De Pasca, hanno testimoniato ai nostri microfoni come hanno vissuto questi anni di cassa integrazione e l’infinita lotta tra inizio dei lavori e Soprintendenza. Il 31 maggio i loro contratti scadranno, come vedono il loro futuro? Ci sarà un lieto fine? Ecco cosa ci hanno raccontato.
This post was published on Mar 5, 2015 14:01
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