Categories: Costume e Società

Ecco la macchina che fa la pizza in 2 minuti (noi non la mangeremmo)

Ci dispiace dirlo, ma  un’idea così poteva venire soltanto a un imprenditore del Nord trapiantato in Usa (lo diciamo senza paura di cadere in facili discriminazioni): per quanto possa sembrare accattivante, e sicuramente lo è per chi una vera pizza non l’ha mai mangiata, l’idea di far impastare e cuocere la pizza a una macchina fa venire i brividi a chi, intorno all’arte della pizza napoletana, ha costruito tutta la sua carriera e la sua vita.

Ecco la macchina che fa la pizza in 2 minuti: voi la mangereste?

Un’arte che è riconosciuta e invidiata in tutto il mondo, e che proprio per questo è continuamente oggetto di attacchi (vedi: inchiesta di Report) discrediti, nonché maldestri tentativi di copia. Come nel caso della macchina Let’s Pizza, un “distributore” meccanico che in soli 2 minuti e 30 secondi è in grado (?!) di impastare, farcire e cuocere una pizza, nonché consegnarla al consumatore, che la preleva con tanto di cartone attraverso una fessura metallica.

La macchina che fa la pizza in 2 minuti (con prodotti freschi e italiani, assicurano)

L’inventore di questo infernale macchinario è Claudio Torghele, imprenditore statunitense originario di Rovereto, in provincia di Trento. Ecco come viene descritta la geniale (si fa per dire) invenzione della “macchina impasta pizza”: “Let’s Pizza è l’unico distributore automatico in grado di creare la pizza impastandola al momento e aggiungendo solo ingredienti freschi: acqua, farina, pomodoro, mozzarellaIn qualsiasi ora del giorno e della notte puoi offrire ai tuoi clienti, su un pratico e comodo cartone, tutta la fragranza di una pizza italiana fatta solo con il meglio dei prodotti italiani. Dal pranzo, allo spuntino, allo snack in compagnia, da oggi il tuo locale può garantire qualità, praticità e velocità a chiunque e in qualsiasi momento”.

C’è qualcosa che stride in tutto questo. Quanto lievita una pizza così confezionata? Probabilmente niente (agli americani la pizza piace “biscottata”). Inutile insistere sulla qualità, sulla genuinità e sulla freschezza degli ingredienti utilizzati (che non vogliamo certo mettere in dubbio in questa sede). La pizza fatta così, da una macchina, a noi napoletani che siamo, se non gli inventori, i maestri della pizza, non piace affatto. Perché fare la pizza è un’arte, un’arte che noi napoletani dovremmo imparare a tutelare meglio. E l’arte, quella vera, non lascia spazio a nessuna imitazione.

This post was published on Feb 7, 2015 12:10

Giuliana Gugliotti

Nasco in Ottobre, prima del tempo. Mi resta addosso l'ansia di fare, negli anni imparo che la fretta è cattiva consigliera. Odio le approssimazioni, amo Napoli, l'odore dei libri e le cose ben fatte.

Recent Posts

“Mediterraneo Sonoro”, doppio concerto dei Solis String Quartet per “Nelle acque di Napoli”

Sabato 9 maggio alla Fondazione Il Canto di Virgilio il quartetto d’archi protagonista con un…

3 ore ago

​SOUND & VISION: CONTINUA IL PROGETTO CHE UNISCE MUSICA E CINEMA NELLE SCUOLE DEL SALERNITANO

Oltre 2.500 studenti e 250 docenti coinvolti in sei istituti comprensivi. L’8 maggio incontro speciale…

3 ore ago

«Che bella giornata, io mi sento il primo benedetto»: Papa Leone XIV a Pompei nel giorno della Supplica, poi a Napoli

Il Pontefice arriva in elicottero alle 8:50 nel giorno del primo anniversario del suo pontificato…

8 ore ago

Napoli, protesta contro la movida nel centro storico: “La città non è un parco giochi”

Circa duecento persone si sono radunate a piazza San Domenico Maggiore per chiedere più controlli…

10 ore ago

Sala Assoli, in scena “La ragione degli altri” di Pirandello con la regia di Alfonso Postiglione

Dall’11 al 14 maggio lo spettacolo tratto dalla novella e dal dramma di Luigi Pirandello…

10 ore ago

Paolo Caiazzo torna a teatro con “Boomer – Un papà sul sofà”: tre sere di risate al Cortese

Dal 15 al 17 maggio il Teatro Cortese di Napoli ospita Paolo Caiazzo nel suo…

11 ore ago