di Giuliana Gugliotti
“I pattugliamenti del territorio sono oggi concentrati nella zona orientale della città. Personale della U.O. San Giovanni unitamente a uomini della U.O. Ambientale stanno effettuando controlli ed appostamenti nei siti sensibili posti al confine tra i quartieri di San Giovanni e Ponticelli“. Lo rende noto la Polizia Ambientale attraverso un post sulla sua pagina Facebook, pubblicato lo scorso 8 ottobre.
La zona in questione, tra i quartieri di San Giovanni e Ponticelli, è in realtà l’immensa discarica abusiva che da anni prolifera indisturbata sotto uno dei cavalcavia che sormontano via Argine, all’altezza del rione Incis, come denunciato dalle telecamere di Road Tv Italia nella nostra recente video-inchiesta.
Là sotto c’è (e c’è sempre stato) di tutto: dai materassi alle vasche dai bagno, dagli pneumatici ai sacchetti. E, a quanto dicono gli abitanti della zona, avvengono anche strani incontri. E’ successo anche a noi: un uomo, arrivato in scooter, si è messo a scavare sotto i nostri occhi tra i rifiuti come a voler cercare chissà cosa. Ma il problema non è certo chi arriva a mani vuote (e magari se ne va via pure portandosi un po’ di quella munnezza): il problema è chi qui ci arriva a mani piene, con camion stracolmi di qualunque genere di materiale da smaltire.
Cittadini che approfittano della situazione per liberarsi delle suppellettili inutilizzate; ma più spesso ditte che, lavorando a nero, risparmiano sui costi di smaltimento dei rifiuti andando a sversare di notte su suolo pubblico. E si fa strada il dubbio che, sotto quelle montagne, oltre a sacchetti, copertoni e qualche parafango, si nascondano (purtroppo) anche rifiuti speciali, tossici, a pochi metri dalle case della gente e lungo una strada come via Argine, sempre trafficata.
Lo sconcerto è forte, le domande che si affacciano alla mente dinanzi a questo scempio sono molte. Chi ha permesso che via Argine diventasse una discarica a cielo aperto? Perché i cittadini non si ribellano? Come è possibile che l’intervento istituzionale arrivi solo ora? E, soprattutto: che cosa farà adesso la polizia ambientale? Un presidio permanente? La bonifica?
Troppo prematuro tentare di rispondere; ma ora che anche la polizia ambientale è arrivata a Ponticelli la vicenda si farà certamente appassionante.
10 ottobre 2013
This post was published on Ott 10, 2013 11:32
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