Decadenza Cavaliere: polemiche sulle asserzioni del Presidente del Senato

Il Pdl invita il presidente Grasso alla chiarezza

di Redazione

Il Pdl si scaglia contro il presidente del Senato Grasso invitandolo alla chiarezza, a seguito delle sue asserzioni in vista del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi dal seggio parlamentare. Grasso: ”Se il voto sarà segreto bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se dipenderà piuttosto da interessi diversi , mentre se il voto sarà palese, tutto sarà più chiaro”. Queste dichiarazioni hanno suscitato non poche polemiche nell’ ambito parlamentare.

“E’ molto grave che il presidente Grasso ipotizzi il voto palese, essendo il Regolamento sul punto chiaro ed inequivocabile. Sospettare, poi, che attraverso il voto segreto i senatori possano perseguire interessi diversi rispetto alla propria coscienza è incredibile. Un chiarimento sarebbe quantomeno opportuno”. Questa la posizione di Schifani. Anche Il capogruppo Pdl Renato Brunetta commenta in merito sostenendo che: “le dichiarazioni del presidente del Senato sul voto segreto o palese non sono da presidente del Senato, ma da uomo di parte, anzi di fazione. Ritenere che i senatori col voto segreto possano rispondere a ‘interessi diversi’ dalla coscienza è una insinuazione gravissima. Le affermazioni del presidente Grasso – ha aggiunto – contraddicono il suo ruolo di garante della dignità dei parlamentari”.

Maria Stella Gelmini del Pdl, in seguito alla sconfessione del Quirinale sulla eventuale promessa di grazia nei confronti del Cavaliere ha commentato: “Questo governo doveva garantire un clima di pacificazione e ciò non vuol dire che bisognava garantire un favore o un trattamento privilegiato a Berlusconi perché questo noi non l’abbiamo mai chiesto, non è nelle corde e nel carattere del presidente Berlusconi e credo sarebbe stato anche sbagliato. il clima di pacificazione non c’è stato e non mi riferisco al presidente Napolitano, ma penso che nei confronti di Berlusconi c’è stato un totale disinteresse rispetto alla sua condizione, nonostante abbia garantito i numeri al Governo e sia stato il primo ad appoggiarlo”.

23 ottobre 2013

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