“Tutti insieme per gridare ‘Daniele libero!'”. È questa la descrizione della pagina Facebook, nata ieri e arrivata oggi già a 260 fan, che inneggia alla liberazione di Daniele “Gastone” De Santis, il tifoso romanista accusato di aver sparato a Ciro Esposito durante gli scontri a Tor di Quinto.
Lo stub effettuato ieri su De Santis ha dato risultati “compatibili” ma non “positivi”: in pratica, delle tre sostanze che restano attaccate alla pelle di chi spara, piombo, antimonio e bario, ne sono state trovate solo due. Un risultato che cambia poco per gli inquirenti ma che rappresenta un appiglio per i legali dell’ultrà romanista, e, a quanto pare, anche per gli ideatori della pagina Facebook, che si aggrappa proprio a questo dettaglio per sostenere l’innocenza di De Santis, “il nostro fratello Daniele”, che, secondo i creatori della pagina, subisce un trattamento ingiusto, quello riservato a tutti i romanisti, “perché la Roma è l’unica squadra a essere trattata in modo diverso da tutte le altre”.
Intanto gli inquirenti hanno chiesto di ripetere l’accertamento anche sugli abiti di De Santis e sulla mano sinistra: è possibile che De Santis sia mancino, e che quindi abbia premuto il grilletto con l’altra mano. Le indagini sono volte anche ad accertare l’eventuale presenza di complici dell’ultrà romanista: stando a numerose testimonianze, De Santis non avrebbe agito da solo, anzi. Ad aggredire i tifosi napoletani sarebbero stati in otto, e uno di questi, stando alle dichiarazioni di un tifoso azzurro, sarebbe stato armato. Ha “sparato in aria, l’ho visto io” avrebbe raccontato il testimone agli inquirenti. Potrebbe essere stato un colpo “vagante” esploso dalla pistola di questo misterioso ultrà, il volto nascosto da un casco integrale, a colpire Ciro Esposito? Si cerca la seconda pistola, che però finora non è stata trovata.
This post was published on Mag 7, 2014 12:10
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