De Magistris pronto a candidarsi come premier: “Una mia lista alle prossime politiche”

De Magistris pensa al dopo Napoli, prospettando l’idea di costruire una lista e di presentarla alle prossime politiche.

Dopo l’esperienza da sindaco di Napoli, la politica nazionale. Torna a ripeterlo Luigi de Magistris che ha abbozzato il suo futuro dal prossimo giugno, quando scadrà il suo secondo mandato da primo cittadino partenopeo. Parlando a Tagadà su La7, l’ex pm ha prospettato l’idea di voler “costruire una lista e di presentarla alle prossime politiche. Non un partito e non un movimento – ha precisato – ma una lista dove ci siano uomini e donne con una storia, coerenti, credibili, che abbiano nella Costituzione il proprio baluardo, iniziando con le persone che non ti conoscono dicendo che mi candido insieme ad altri a guidare il Paese”.

A chi gli chiedeva dei partiti attuali e di possibili alleanze, de Magistris ha sottolineato di avere “difficoltà a stare nei recinti precostituiti. Sono un uomo libero e autonomo. Ho sempre amato le sfide innovative, i recinti attuali li trovo asfittici, con poco ossigeno democratico”. Per l’ex pm “finora non c’è stato un partito che abbia messo al centro l’attuazione della Costituzione, la lotta vera alle mafie, alla corruzione, alle disuguaglianze e alla giustizia sociale”. Il sindaco, però, prende le distanze dal Movimento 5 stelle: “Quando hanno fatto comizi apparivano credibili e innovativi, ma quando si sono seduti nelle stanze dove devi trasformare il pensiero in azione, credo che abbiano perso molta credibilità”.

In merito alle future alleanze, de Magistris, ha provato a ragionare evidenziando che, anche a livello nazionale, proverebbe “a dialogare” così come ha fatto a Napoli dove l’interlocuzione è avvenuta anche “con le forze moderate, liberali”. “Sono stato votato anche da persone di destra, non solo di sinistra”, ha evidenziato. “E’ arrivato il momento in cui bisogna mettere al centro i fatti più che i pensieri astratti perché, se guardiamo le forze di centrosinistra, negli ultimi anni, non hanno fatto quasi nulla di sinistra”. Il Pd, ad esempio, “al di là di qualche singola persona, nel suo pensiero politico nazionale ha poco di sinistra. E’ tutto molto relativo”, ha concluso.

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