De Magistris, Sodano e i soldi (che non ci sono) per la differenziata porta a porta

Da Novembre la sperimentazione del Comune, in strada arriveranno i cassonetti per l’umido

di redazione

“Riusciamo noi, senza soldi, ad aumentare la raccolta differenziata? No, non ci riusciamo”.

Si è sempre detto che, tra le doti di un buon politico, deve esserci quella di saper ammettere i propri errori e soprattutto quella di avere coscienza di fin dove arrivano le proprie potenzialità: da questo punto di vista, le dichiarazioni rilasciate ieri dal sindaco Luigi De Magistris durante un talk show a Televomero non fanno una grinza.

Come le telecamere di Road Tv Italia hanno denunciato proprio qualche giorno fa, documentando la situazione a Ponticelli,  la raccolta differenziata porta a porta non funziona. I soldi non ci sono, ha spiegato il sindaco, quindi il porta a porta è risultato un progetto fallimentare, non rispondente alle esigenze di una città complessa e stratificata come Napoli, e con alle spalle trascorsi non certo rosei in materia di rifiuti.

“Da Novembre” ha proseguito il sindaco durante l’intervista “abbiamo deciso di far partire nuovi moduli sperimentali in città, abbiamo deciso infatti di non fare un porta a porta e una raccolta differenziata identici in tutta Napoli, ma di modularli a seconda del territorio e delle sue peculiarità. Laddove non arriva il porta a porta installeremo contenitori stradali per il conferimento dell’umido“.

Una dichiarazione che ha scatenato il consueto andirivieni di polemiche: da più parti si sono levate voci che accusano di incompetenza l’amministrazione comunale, e giudicano il “ritorno” ai cassonetti stradali per la raccolta dell’umido un vero e proprio disastro. Ma è davvero così?

Non è un passo indietro sulla differenziata, ma un passo avanti” ci ha tenuto a precisare in una nota il vice-sindaco Tommaso Sodano. “Per estendere il porta a porta a tutta la città servirebbero altri 40 mln di euro“, ed è noto a tutti che le casse del Comune sono vuote, i fondi non arrivano e l’Asìa è un’azienda improduttiva, ormai ridotta all’osso, che spende e non guadagna.

Ci sono molti cittadini che vogliono partecipare” ha proseguito il vice-sindaco. “Avremmo potuto dire che aspettiamo le risorse dallo stato ma vogliamo invece attivarci in tutte le altre zone cittadine”. E per chi vede nel cassonetto un nemico giurato, Sodano ha chiarito il perché di questa scelta: “Così eviteremo che vengano lasciate in strada le buste con l’umido. Nella prima fase” ha aggiunto “sto premendo perché l’umido venga raccolto tutte le sere per evitare, soprattutto nei mesi caldi, che chi non rispetta i giorni lasci magari un sacchetto con resti alimentari in strada il lunedì e che questo venga raccolto dopo due o tre giorni”, con le conseguenze igieniche che tutti sappiamo.

10 ottobre 2013

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