“Vogliamo che nessuno dimentichi quello che è accaduto qui dodici giorni fa. Davide è diventato il simbolo del nostro Rione”. Gli abitanti del Rione Traiano rispondono così a chi gli domanda cosa sia quella specie di edicola votiva che sta lentamente sorgendo nel luogo in cui Davide Bifolco, il 17enne ucciso da un carabiniere, ha trovato la morte.
“Il suo ricordo è sempre vivo in noi” spiegano gli abitanti del Rione. E in suo ricordo sta sorgendo questa piccola cappella, proprio nel luogo che è stato il punto di partenza e di arrivo di tutti i cortei che si sono svolti nei giorni precedenti al funerale di Davide, in segno di protesta per la sua morte e in sua memoria. Il perimetro della cappella è già stato delineato, e sono stati posati i primi mattoni.
Ma al Comune nessuno sa niente. Nessuna autorizzazione è stata richiesta, né all’istituzione governativa né tantomeno alla Curia. Anche il parroco è all’oscuro di tutto. E poi, spiega, quel tipo di costruzione non dipende né richiede l’approvazione della parrocchia. La Procura ha immediatamente aperto un fascicolo contro ignoti, e reso noto che la costruzione è a tutti gli effetti abusiva, e che va dismessa al più presto. Probabilmente già in giornata si procederà all’abbattimento dell’opera.
Mistero, dunque. Anche sugli ignoti edificatori dell’edicola votiva. Dalla sua costruzione possiamo trarre una sola conclusione, recepire un unico messaggio: qui, al Rione Traiano, nonostante la morte di Davide, nulla è cambiato. Qui i cittadini continuano a vivere e agire come meglio credono, senza alcun bisogno di appellarsi a istituzioni che sono, oggi più che mai, sentite come assenti e lontane.
This post was published on Set 17, 2014 11:28
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