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Copenhagen-Juventus 1-1: la Juve stecca la prima, i bianconeri si infrangono contro il muro danese

di Michele Longobardi

Una Juventus costretta a rimontare da subito il risultato raddrizza parzialmente la gara, ma non trova il colpo da tre punti. Sugli scudi Wyland, il portiere dei danesi.

L’anno scorso fu il Nordsjaelland, stasera è stato il Copenhagen a far capire a Conte che non esistono avversari facili, se non si affrontano le partite con la massima attenzione fin dal primo secondo. Sulle palle inattive i danesi sono molto pericolosi e proprio da una mischia su calcio da fermo nasce il gol del vantaggio della squadra nordica. A siglare il gol è Jorgensen al 14′,che anticipa Chiellini di sinistro e con lo stesso piede piazza la palla alle spalle di Buffon.

La Juventus si dà una svegliata, ma entra in gioco Wyland, un incrocio tra Jeeg Robot e Luke Skywalker. Il portiere danese diventa un vero e proprio incubo. Esegue due miracoli in pochi minuti, prima su un colpo di testa di Chiellini, poi con i piedi respinge il tiro ravvicinato di Pogba, ormai convinto del gol. La Juventus preme, ma le maglie bianche del Copenhagen formano un muro invalicabile.

Nel secondo tempo Tevez a tu per tu con Wyland si vede respingere il tiro dal portiere supereroe, il quale si ripete su Pirlo che prova da lontano. Anche i supereroi hanno dei punti deboli, quello di Wyland è Quagliarella che, su cross basso di Peluso e velo di Tevez, batte di di prima intenzione e sigla l’1-1 al 54′. Quagliarella colpisce poi anche una traversa. A questo punto comincia l’arrembaggio, ma Wyland riacquista i poteri e sventa in ordine i tentativi di Tevez su tiro al volo, Vidal a tu per tu col portiere e Giovinco (entrato al posto di Quagliarella) dalla stessa posizione del cileno.

La partita termina con un pareggio che va stretto alla Juventus, considerando anche il parziale dell’altra partita del girone. Il Real Madrid, infatti, ha battuto in Turchia il Galatasaray per 6-1.

This post was published on Set 17, 2013 22:10

Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne alla Federico II. Appassionato di videogiochi, calcio, cinema e letteratura. Crede che il giornalismo non sia solo ricerca della verità, ma anche sapiente uso di ironia e sarcasmo.

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