Razzo cinese | La Protezione civile continua a monitorare le possibili traiettorie e chiarisce – sui propri profili Facebook e Twitter – che cosa significa che “non si può escludere la remota possibilità di un interessamento del nostro territorio”. Ovvero, “ipotizzando 1.000 oggetti spaziali con le stesse caratteristiche in rientro incontrollato nello stesso momento, in tutto il mondo non sarebbero più di 3 le persone coinvolte”.
Il 29 aprile è stato lanciato in orbita il primo modulo di una stazione spaziale della Repubblica Popolare Cinese. Il secondo stadio del lanciatore è stato lasciato in un’orbita bassa da cui è previsto decadrà in atmosfera alle 2,24 di domani: in piena notte, seppure con una finestra temporale di incertezza di più o meno 6 ore. Lo stadio ha una massa di circa 18 mila chili, una lunghezza di circa 32,2 metri e un diametro di 5 metri e sono nove le regioni italiane che potrebbero trovarsi sulla traiettoria.
Anche se, ricorda la Protezione civile, “eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari e pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare” le raccomandazioni sono abbastanza semplici: stare lontani da finestre e porte vetrate, di posizionarsi in casa nei punti strutturalmente più solidi e di non toccare eventuali frammenti del razzo che dovessero raggiungere il suolo.
È poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate. I frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i sola sottostanti, determinando anche pericolo per le persone. In mancanza di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici.
All’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti.
È poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto. Alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina, sostanza altamente corrosiva, tossica e cancerogena. In linea generale, si consiglia a chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, di segnalarlo immediatamente alle autorità.
This post was published on Mag 8, 2021 17:02
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