Cultura

Collodi. L’Ombra e la Grazia in scena nell’Archivio Storico della Fondazione Banco Napoli

Giovedì 4 giugno spettacolo su Pinocchio a Palazzo Ricca 

Nel bicentenario di Carlo Collodi, debutta a Napoli lo spettacolo che rilegge Pinocchio come figura inquieta, capace di interrogare ancora il presente. Giovedì 4 giugno alle 17:30 e alle 19:30, con doppio spettacolo, l’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli ospita Collodi. L’Ombra e la Grazia, progetto performativo di Laura Fusco e Fiorenza d’Alessandro, presentato in dialogo con la mostra del Maestro Antonio Nocera Mondi in Movimento, curata da Don Gianni Citro e in corso fino al 20 giugno. In scena la parabola di un essere che attraversa ombra e grazia nel tentativo di dare forma alla sua umanità. L’Archivio Storico della Fondazione, ospitato a Palazzo Ricca nella Sala Biasucci, entra nella drammaturgia dello spettacolo come spazio vivo della memoria documentaria della città: un luogo in cui la stratificazione dell’archivio incontra la presenza fragile e transitoria della performance. Il percorso scenico si sviluppa attraverso tre esperienze fondamentali: disobbedienza, caduta, trasformazione, mettendo in dialogo corpo, identità e dimensione digitale. Diventare umani è una conquista fragile che si costruisce attraverso il corpo, l’errore, la memoria e il riconoscimento dell’altro. Tra il ventre oscuro del pescecane, il caos seduttivo del Paese dei Balocchi e la vertigine levigata della dimensione digitale, lo spettacolo attraversa spazi che emergono dal racconto di Pinocchio come soglie simboliche della trasformazione: paesaggi interiori, cavità dell’ombra, territori della seduzione, superfici in cui l’identità si rifrange e si riformula. In questa traiettoria ombra e grazia emergono come due polarità dell’esperienza umana. L’ombra appartiene alla fragilità del vivere: è la zona della caduta, dell’errore, del desiderio irrisolto, della perdita e del condizionamento. La grazia emerge come qualità del gesto e dello sguardo, come condizione fragile e luminosa dell’abitare il proprio essere nel mondo, equilibrio fragile e mai definitivo: una possibilità di consapevolezza che prende forma attraversando il limite, il peso del corpo e la memoria, e che si compie nella relazione. Lo spettacolo si sviluppa in 40 minuti come un’esperienza immersiva in tre stati percettivi: il buio dell’origine, la saturazione e la dispersione, la rarefazione e la trasformazione. La danza costruisce la grammatica del cambiamento; la parola apre e stratifica la memoria; immagine e suono generano un ambiente sensibile in cui il corpo viene continuamente ridefinito e messo in relazione.La scena dialoga inoltre con risonanze visive legate alla ricerca contemporanea sull’immagine e sulla percezione della luce, evocando le atmosfere di Christian Boltanski, Mark Rothko e Olafur Eliasson.

Scheda spettacolo 

Giovedì 4 giugno — ore 17.30 / 19.30 (doppio spettacolo)

Napoli, Palazzo Ricca

Fondazione Banco di Napoli — Archivio Storico, Sala Biasucci

Durata: circa 40 minuti

Una produzione di

Canova22 con ResExtensa e MP3 Dance Project

Crediti

Concept, drammaturgia e direzione artistica

Laura Fusco

Ideazione scenica, costumi e drammaturgia visiva

Laura Fusco

Drammaturgia dei testi, regia e collaborazione artistica

Fiorenza D’Alessandro

Coreografie

Elisa Barucchieri (Primo e Secondo Atto)

Michele Pogliani (Terzo Atto)

Movimento scenico / Lettrice

Fiorenza D’Alessandro

Composizione originale e sound design

Francesco Grignani

Performer / Lettrice

Maria Concetta Borgese

Performer

Moreno Guadalupi (Primo e Secondo Atto)

Nicolò Troiano (Terzo Atto)

Danzatrici / Maschere

Michela Galiceanu

Federica Vitellozzi

Video e immagini sceniche

Flavia Contessini (Primo Atto)

Edmund Kurenia (Secondo e Terzo Atto)

Fotografia di scena

Edmund Kurenia

Tecnica audio e luci

In definizione

Comunicazione e grafica

This post was published on Mag 30, 2026 9:38

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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