Ciro Esposito non è ancora morto, anche se le condizioni sono critiche. La famiglia disgustata da false notizie

Ciro è in coma profondo, solo le macchine lo mantengono in vita

La notizia circolava da un po’ ma adesso è arrivata l’ufficialità che mai avremmo voluto avere: Ciro Esposito, il giovane ragazzo tifoso del Napoli, è clinicamente morto. Ormai c’è poco da fare, i medici non possono fare nulla, il cuore del ragazzo però continua a battere solo perché attaccato alle macchine ma le speranze che si possa risvegliare sono davvero minime, se non nulle.

Un proiettile artigianale causa dell’infezione

Il peggioramento delle condizioni di Ciro è dovuto ad una infezione al polmone raggiunto dal proiettile, detta da alcuni di tipo artigianale; questo ha fatto sì che la pallottola si sbriciolasse in piccolissimi pezzi disperdendosi per l’intera area polmonare. Il tutto ha reso difficile poter raggiungere ogni frammento ed è proprio questo che ha causato l’infezione che ha provocato la morte clinica del ragazzo.

La speranza è l’ultima a morire

Ciro è attaccato alle macchine, ma la speranza è l’ultima a morire. La famiglia del ragazzo, pochi minuti fa, ha comunicato tutta la rabbia per le false notizie che circolavano sul web circa la morte del figlio Ciro:“E’ in come profondo. Chi può pregare, lo faccia!”  e poi Angelo Pisani, l’avvocato di Ciro:“..serve solo un miracolo”. Pertanto, possiamo solo continuare a sperare che il cuore di Ciro continui a battere anche se le sue condizioni sono ormai  critiche. Per i medici non c’è più nulla da fare. Non resta altro da fare che pregare.