Tranciante la recensione dell’Hart che Riccardo Rosa scrive sul Corriere del Mezzogiorno.
Il locale, aperto un mesetto fa circa, negli ambienti dell’ex-cinema Ambasciatori, è un progetto molto particolare e innovativo che vuole unire musica, cibo, cinema e divertimento. Gli spettatori assistono al film su grandi poltrone e materassi a tre piazze disposti in prima fila. Un’offerta che si rivolge a quella generazione offbeat, libera da schemi e costrizioni del mercato.
Ma al giornalista del Corriere la realizzazione di questa idea, concretizzata nell’Hart, non è parsa efficace.
Tra gli stralci dell’articolo di Rosa leggiamo: “Non potevo immaginare che esiste un cinema in cui alle tue spalle c’è più luce al neon che in un Carrefour notturno, e il vociare ricorda quello dei mercatini rionali all’ora di punta“, “il tutto sotto luci da discoteca rossoverdiblu che dopo il buio (si fa per dire), sono peggio dei laser negli occhi dei calciatori durante le partite“.
A detta dell’articolo, quindi ,il cinema Hart sarebbe l’ennesimo esperimento consumistico rivolto alla Napoli bene “alla ricerca di una nuova bizzarria a dieci euro a ingresso, con lo stesso spirito con cui ultimamente se ne spendono cinque per un toast alla crema di asparagi e con una fettina di zucchina dentro“.
Il giudizio sull’Hart è totalmente negativo: “Forse era il caso di spendere due parole anche sul film, ma non sono riuscito a seguire bene. Aspetterò di vederlo al cinema“.
This post was published on Gen 14, 2016 14:14
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