Cronaca

Cassonetti senza rotelle: la microcriminalità che blocca Napoli

Una nuova “moda” impazza tra la microcriminalità di Napoli, e non accenna a fermarsi: rubare le rotelle dei bidoni. Strano, assurdo quasi, ma vero. Una notizia che si apprende da un post sul gruppo Facebook “Abitanti di Capodimonte e non solo” da parte del consigliere comunale Carlo Restano che denuncia l’ennesimo accaduto con testuali parole: “Nel 2026 le auto voleranno. Si, ma nel frattempo s’arrobbn le rotelline dai cassonetti della monnezza come loro. Ma questa volta sono stati visti. Sono intervenuti dalle ore 05.30 alle 06.00 di questa mattina 30 dicembre 2025. Sono italiani e non extracomunitari come pensavamo, sono 2 persone accompagnati da un ragazzino, presumibilmente minorenne. A breve sporgerò denuncia visto che lì ci sono le telecamere, e sicuramente verranno presi anche perché erano in auto.
Consigliere Carlo Restaino”.

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Restaino ha annunciato l’intenzione di sporgere denuncia nelle prossime ore, un atto dovuto, ma che apre una riflessione più ampia: mentre si parla di innovazione, smart city e mobilità futuristica, la quotidianità racconta di quartieri alle prese con piccoli furti, incuria e un senso di impunità che cresce. Non ci troviamo di fronte ad una “ragazzata” né a una bravata isolata, ma microcriminalità pura, quella che non fa rumore ma avvelena il quotidiano. Piccoli reati, certo, ma con effetti concreti: cassonetti inutilizzabili, disservizi nella raccolta, costi che ricadono sulla collettività. In pratica, paghiamo tutti per l’ennesima furbata di pochi.
Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal consigliere Carlo Restano a RoadTv Italia:
Buongiorno dott. Restaino. Telecamere, denunce, segnalazioni … strumenti che ci sono. Ma funzionano davvero o servono più a tranquillizzare i cittadini che a fermare certi episodi?
Ecco, telecamere ci sono e sono funzionanti, segnalazioni servono per raccogliere la spazzatura da terra e cambiare i contenitori, le telecamere sono gestite dalla polizia di stato, ed infatti io stamattina vado da loro per denunciare.
I responsabili sarebbero italiani e con un minorenne al seguito. Questo episodio smonta certe narrazioni facili sulla sicurezza e l’immigrazione? E cosa dovrebbe fare il Comune per prevenire situazioni del genere, soprattutto quando coinvolgono ragazzi così giovani?
Braccio duro, condannare i responsabili così che poi anche il bambino capisce cosa è giusto e cosa è sbagliato, perché se la passano liscia il ragazzo capirà che non ci sono pene, oltre a prendere la stessa strada dei genitori, zii cugini o amici.
Quando si arriva a rubare persino le rotelle dei cassonetti, siamo davanti a degrado o semplice impunità?
Non hanno idea del significato del bene comune, tutto può essere rubato anche se si riesce a vedere a 1 euro, tanto non vengono presi. La mattina non si svegliano con l’obiettivo di andare a lavorare o creare, ma pensano “cosa posso rubare? A chi posso inculare?” tanto nessuno mi dice niente, nessuno mi prende.

Ormai la situazione ci sta forse sfuggendo di mano: oggi spariscono le rotelle, domani i coperchi, dopodomani interi cassonetti. E intanto cresce la percezione di insicurezza, quella sensazione fastidiosa per cui ogni angolo della nostra città diventa terra di nessuno.
Houston, abbiamo un problema.

This post was published on Dic 30, 2025 9:23

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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