Secondo l’avvocato Cesare Di Cintio, esperto in diritto sportivo, al momento “il reato riguarda false dichiarazioni al pm, che è un titolo di reato diverso da quello contestato ai vertici dell’Università. Siamo quindi in fase di indagine e sarebbe prematura qualsiasi tipo di previsione”.
“Le sanzioni – spiega Di Cintio all’Ansa – se viene accettata la responsabilità, hanno un ventaglio molto ampio e dipendono dalla gravità dei fatti accertati: vanno dalla ammenda sino alla esclusione dal campionato. Nel caso di specie tuttavia è prematura qualsiasi previsione dato che il procedimento è solamente in fase di indagine”.
“Per quanto riguarda un’eventuale responsabilità in campo sportivo – continua – servirebbe avere prima contezza dell’entità delle dichiarazioni del dirigente bianconero”.
“Se la procura federale ritenesse rilevanti questi ulteriori fatti potrebbe chiedere gli atti alla procura della Repubblica se ci sono fatti attinenti alla giustizia sportiva”, precisa Di Cintio.
Il codice di giustizia sportiva considera illecito la violazione delle norme federali in materia di tesseramenti: “Esiste una norma ed è l’art. 32 comma 7 del Cgs FIGC – chiarisce l’avvocato – che sanziona disciplinarmente le condotte di dirigenti e società che commettono atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso e tesseramento di stranieri in Italia”.
La Juventus rischierebbe quindi sanzioni pecuniarie o penalizzazioni in classifica.
This post was published on Dic 5, 2020 14:47
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