Cultura

Campania Teatro Festival 2026, il teatro dell’incontro e la poesia dell’esilio nella nona giornata

Sabato 20 giugno il festival diretto da Ruggero Cappuccio propone “È da una voce che nasce il coraggio” alla Sala Pasolini di Salerno e “Ma’ come Mali” con Ismaël Diadié Haïdara al Giardino Romantico di Palazzo Reale.

Campania Teatro Festival, il programma del 20 giugno

Voci nate nei luoghi della fragilità e trasformate in strumenti di libertà e condivisione sono al centro della nona giornata della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziato dalla Regione Campania.

Sabato 20 giugno il programma intreccia esperienze artistiche e umane capaci di superare confini geografici e sociali: da “È da una voce che nasce il coraggio”, nato nell’ambito del progetto “Quartieri di Vita”, a “Ma’ come Mali”, ultimo appuntamento della sezione Letteratura a cura di Silvio Perrella.

“È da una voce che nasce il coraggio” alla Sala Pasolini

Alle ore 21, alla Sala Pasolini di Salerno, va in scena “È da una voce che nasce il coraggio”, spettacolo con la regia di Gina Ferri e Frederico Araujo.

Il lavoro è l’esito di un percorso laboratoriale nato dall’incontro tra le associazioni Traversarte e La Tenda – Centro di Solidarietà. In scena ci saranno minori stranieri non accompagnati e persone che vivono situazioni di dipendenza, residenti a Salerno.

Attraverso frammenti di storie, gesti quotidiani, giochi e visioni poetiche nate dall’improvvisazione, oggetti comuni diventano strumenti narrativi e compagni di viaggio. Il palco si trasforma così in uno spazio protetto dove giocare, recitare e creare insieme.

Gina Ferri: “Un atto di resistenza gentile”

“Non abbiamo cercato una rappresentazione realistica del disagio né una narrazione costruita sul trauma – afferma Gina Ferri -. L’obiettivo era creare un luogo in cui ogni partecipante potesse sentirsi accolto e libero di esprimersi attraverso il corpo, la voce e l’immaginazione”.

E conclude: “Il teatro, in questo percorso, diventa un gesto politico e umano: un atto di resistenza gentile che rivendica il diritto di ogni persona a creare, immaginare e condividere bellezza”.

La selezione musicale e il supporto tecnico sono di Emanuele Ferri, assistente alla regia Mauro De Simone. La produzione è di Traversarte APS, in collaborazione con Centro di Solidarietà La Tenda e in partenariato con la Rappresentanza Generale della Comunità Fiamminga e della Regione delle Fiandre in Italia. La durata è di 50 minuti.

“Ma’ come Mali” al Giardino Romantico

La sezione Letteratura si chiude con “Ma’ come Mali”, ultimo appuntamento del percorso curato da Silvio Perrella intorno ai molteplici significati racchiusi nella sillaba “Ma”.

L’incontro si terrà alle ore 19 sulla terrazza prospiciente il Giardino Romantico di Palazzo Reale di Napoli. Ospite sarà Ismaël Diadié Haïdara, nato in Mali e costretto all’esilio.

Haïdara ha scelto la forma delle Tebrae e l’ha trasformata in uno strumento di libertà e speranza. Ha inoltre fondato una biblioteca con oltre 12mila volumi appartenuti ai suoi antenati.

“La tebría è formata da due versi generalmente composti in lingua hasaniya dalle donne del deserto, tra il sud del Marocco, Walata, Tishit, Wadan e Timbuctù”. Una forma poetica che può essere accostata a una sorta di haiku africano.

L’appuntamento coinciderà anche con il compleanno di Casa della Poesia di Baronissi, che festeggia trent’anni. La durata dell’incontro è di un’ora.

Mostre fotografiche e Dopo Festival

Proseguono a Palazzo Reale, in Vico Mauriello, le mostre fotografiche del Campania Teatro Festival: “Con i tuoi occhi”, con fotografie di Salvatore Liguori; “Siria”, con fotografie di Romeo Civilli; e “Jazz: la pellicola del suono”, con fotografie di Salvatore Pastore.

La serata al Giardino Romantico di Palazzo Reale proseguirà con il Dopo Festival, a cura di Drop Eventi. Dalle ore 19 è previsto il dj set con Dario Tofano, mentre dalle 21 spazio al live di Fabric, collettivo nato dall’incontro di musicisti con background differenti, capace di fondere funk, soul e afrobeat in una proposta urbana, energica e contemporanea.

This post was published on Giu 19, 2026 11:20

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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