La tradizione, a quanto pare, sta ritornando in voga tanto che anche un telegiornale di portata nazionale, come il Tg1, si è occupato di riportare la notizia.
Il Caffè Gambrinus, uno dei più antichi e famosi bar di Napoli, è intenzionato a farsi portavoce del rilancio della tradizione. Armati di un’enorme caffettiera di caffè, che servirà a raccogliere gli scontrini dei caffè pagati e in sospeso in attesa di essere bevuti da chi non si può permettere di pagarsene uno, i gestori del celebre bar danno di nuovo il via a questa bella iniziativa.
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L’usanza del “caffè sospeso” risale a quasi due secoli fa, quando la miseria a Napoli era davvero tanta e molti non potevano permettersi nemmeno un caffè, uno dei perni della tradizione partenopea. I più generosi, dopo aver gustato il caffè, erano abituati a pagarne un altro e a lasciarlo “sospeso” per chi lo volesse. La tradizione si è interrotta quando l’Italia è stata travolta dal boom economico. Oggi, però, siamo di nuovo in tempo di crisi e purtroppo le persone che non possono permettersi il piacere del tradizionale espresso napoletano sono tornate, e così anche il “caffè sospeso”.
Le nostre telecamere sono andate di bar in bar sulle tracce di questo rito antico del caffè sospeso, gesto gioviale, di amicizia e accoglienza, due virtù che da sempre identificano l’animo di ogni napoletano che si rispetti. Da Fuorigrotta fino al celeberrimo Gambrinus, abbiamo raccolto le voci di baristi e proprietari dei caffè per farci raccontare l’antica tradizione di pagare un caffè in più, per capire se e come l’usanza è sopravvissuta nei costumi dei napoletani.
This post was published on Mar 25, 2014 15:14
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