E’ il 25 Agosto, un caldo torrido mi avvolge mentre cammino per la mia città, in una delle più belle strade, via Toledo e in quel trascinarmi quasi forzato annientata dall’afa, sono in compagnia di turisti che, noncuranti della temperature elevata, girano con il naso per aria guardando la cupola della Galleria Principe Umberto I, splendido gioiello della nostra città, che regna dal 1884, li dove furono spazzati via da una tremenda epidemia di colera interi quartieri sovraffollati (Porto, Pendino, Mercato, Vicaria).
Fa questo lontano profumo di storia, in questa indolenza generale, in questa vita quasi a rallentatore assisto ad un episodio che non può non attirare la mia curiosità di cronista di strada.
Sulle serrande abbassate di un negozio “chiuso per ferie” un ambulante ha esposto la sua merce, stampe della città, di personaggi famosi, nella speranza di attirare qualche avventore. Ma nel canicolare passare del tempo, un uomo con a seguito due cani, si ferma nei pressi dell’esposizione di stampe riempie una vaschetta d’acqua e si accinge ad abbeverare le bestie che in quella calura soffriva come noi.
Ad un tratto un gesto, che trovo privo di misura, mi stupisce, si movimenta un po’ quel torpore totale, l’ambulante si agita e ferma una macchina di pattuglia della Guardia di Finanza, cerca apportando le sue ragioni, di far allontanare quello che lui definisce in maniera quasi grottesca “abusivo” che gli occupa lo spazio di lavoro.
A questo punto dopo le difese a favore dell’uomo “dei cani” da parte di alcuni passanti, i Finanzieri non trovano di meglio che far allontanare il “disturbatore” senza dargli neanche modo di abbeverare l’animale.
Ora mi piacerebbe finire questo mio racconto con una frase famosa “ Ai posteri l’ardua sentenza”, ma come cittadino mi infervoro e non poco dimenticando che nell’aria c’era poco ossigeno e tanta afa; mi indigno, quasi mi viene da ridere, questa è una città davvero strana se un ambulante abusivo chiama dei Finanzieri dai quali normalmente scapperebbe, per far cacciare un poveraccio come lui che però a sua differenza è straniero e fa un grande gesto di umanità.
Sicuramente una guerra tra poveri, ma anche uno squallore totale di due uomini in divisa che visto il contenzioso avrebbero dovuto portare tutti in caserma per poi dipanare questa matassa di illegalità e fare rispettare le regole che anche a Napoli esistono ma sembrano a discrezione dell’autorità.
Si c’e un gran caldo, i Finanzieri sono madidi di sudore e noia, hanno scelto la mossa meno faticosa, ma all’improvviso sento un grande freddo dentro per questa stupenda città defraudata ancora una volta della sua immagine da alcuni lazzari di turno.
This post was published on Set 14, 2011 10:29
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