un giorno per la memoria

Un Giorno per la Memoria, nella biblioteca Annalisa Durante la presentazione dell’antologia in memoria delle vittime innocenti

Lunedì 18 giugno alla Biblioteca “A porte aperte” Annalisa Durante a Forcella, si è tenuta la presentazione del libro “Un giorno per la memoria” a cura della giornalista e scrittrice Anna Copertino, edito dalla Homo Scrivens.

Le storie di 28 vittime della criminalità raccolte in una antologia creata con la partecipazione di 28 autori tra scrittori e giornalisti noti ed anche emergenti, che hanno donato il proprio contributo a favore di un tema purtroppo dolorosamente attuale e che ha radici lontane.

Un testo che porta l’introduzione a cura del presidente dell’ A.N.A.C. Raffele Cantone e la prefazione dello scrittore Maurizio de Giovanni, è nato per la memoria delle vittime della criminalità, per rompere silenzi nei confronti delle morti ingiuste ed impossibili da accettare, sia da parte delle famiglie che della collettività. Uomini e Donne uccisi senza motivo, estranei a ogni tipo di legame con il sistema o il malaffare. Morti che vengono definite “uno scambio di persona”, azzardando l’ipotesi assurda dell’errore umano. Ma sempre di criminali si tratta. Più che una presentazione è stato un momento di raccoglimento, di scambio d’affetto anche tra le famiglie delle vittime e tutti i presenti, non solo tra i relatori e l’intero pubblico. Testimonianze che hanno fatto fatica a non strappare commozione ed emozioni che facevano a pugni con lo stomaco.

LA BIBLIOTECA “A PORTE APERTE” ANNALISA DURANTE COME SIMBOLO DI LEGALITÀ PER LA PRESENTAZIONE DELL’ANTOLOGIA “UN GIORNO PER LA MEMORIA”

Un parterre ricco caratterizzato dal moderatore designato Raffaele Del Giudice, vice sindaco di Napoli, che ha ricordato le prime battaglie fatte insieme alla curatrice del progetto editoriale, Anna Copertino, che ha coltivato nel corso tanti anni di esperienza un senso critico profondo. Giornalista e curatrice del volume, non si è risparmiata nel mettere a nudo la propria commozione ed indignazione nei confronti delle morti immotivate. Una donna coraggiosa che ha deciso di combattere l’ingiustizia attraverso il potere educativo della scrittura e il valore del libro come oggetto di arricchimento e cultura; soprattutto di arma per combattere l’omertà.

La stessa indignazione e profonda volontà di fare Memoria per combattere le morti ingiuste è stata quella testimoniata dal presidente della II municipalità Francesco Chirico, e da Susy Cimminiello, che in qualità prima di tutto di sorella della vittima Gianluca Cimminiello e poi di Assessore al welfare, alla scuola, allo sport e alle politiche giovanili del parlamentino che comprende i quartieri di Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Mercato e Pendino, ha sostenuto con forza e commozione un pensiero al quale non siamo tanto abituati ad avvicinarci, e cioè che le storie delle vittime sono storie di Solitudini. Perché se le istituzioni non sono in grado di proteggere gli innocenti da morti ingiustificate, allora il cittadino è lasciato solo.

L’intervento di Fabio Giuliani, referente regionale dell’associazione “Libera Campania” ha invece dirottato l’attenzione sullo status di vittime dei sistemi e quindi sull’importanza del fare Memoria responsabilizzandosi, attraverso il senso di colpa, unico motore che può spingere a combattere un sistema malato.

Molto toccanti le considerazioni di Davide Estate, nipote della vittima Maurizio Estate. Davide, visibilmente commosso ha ripercorso la tragedia dello zio ucciso a soli 23 anni, per aver scelto di sventare una rapina. Ha testimoniato come la sua sofferenza si è trasformata in lotta, sostenendo con determinazione che il potere di un libro può rappresentare un validissimo modo di lottare, perché come lui stesso ha affermato, “Un giorno per la Memoria” è un libro che <<vibra>>. Davide Estate ha concluso il suo pensiero mutuando una frase simbolo di Martin Luther King: “Credo che la verità disarmata e l’amore incondizionato avranno l’ultima parola nella realtà, ecco perché il giusto temporaneamente sconfitto, è più forte del male trionfante.”

Una partecipazione volutamente discreta quella di Aldo Putignano, scrittore ed editore (Homo Scrivens) dell’antologia, che ha affermato con orgoglio di essere stato onorato della proposta editoriale della curatrice, accettata senza alcuna esitazione, testimoniando la propria commozione nei confronti della tematica.

Tutti gli interventi sono stati intervallati dalla musica del cantautore polistrumentista Lino Blandizzi, e dalle toccanti letture dell’attrice Ramona Tripodi che ha interpretato un addolorato e commosso pensiero scritto per l’occasione dalla curatrice dell’antologia, e quella dell’attore e scrittore Paquito Catanzaro, che ha commosso il pubblico con la lettura del racconto dedicato ad Annalisa Durante.

Le vittime innocenti a cui gli scrittori hanno dedicato i loro racconti: Simonetta Lamberti, Teresa Buonocore, Lea Garofalo, Gelsomina Verde, Silvia Ruotolo, Giancarlo Siani, Genny Cesarano, Domenico Beneventano, Annalisa Durante, Pasquale Romano, Antonio Landieri, Gigi Sequino e Paolo Castaldi, Maurizio Estate, Palma Scamardella, Alberto Vallefuoco con Rosario Flaminio e Salvatore De Falco, Emanuele Notarbartolo, Mario Diana, Domenico Noviello, Pasquale Cappuccio, Attilio Romanò, Gianluca Cimminiello, Marcello Torre, Filomena Morlando, Dino Gassani, Valentina Terracciano, Angelo Vassallo, Aylan Kurdi, e Maikol Giuseppe Russo.

Gli scrittori che hanno partecipato all’antologia: Vincenza Alfano, Serena Capozzi, Anna Copertino, Giovanni Copertino, Vincenza D’Esculapio, Valentina de Giovanni, Loredana De Vita, Antonio Di Costanzo, Dino Falconio, Federica Flocco, Gian Ettore Gassani, Gino Giaculli, Francesco Healy, Pino Imperatore, Antonio Maiorino, Lucia Montanaro, Wanda Marasco, Giancarlo Marino, Tjuna Notarbartolo, Giuseppe Petrarca, Angela Procaccini, Rosaria Rizzo, Donatella Schisa, Renato Serpieri, Stefania Squillante, Piero Antonio Toma, Chiara Tortorelli, Letizia Vicidomini.

Al termine della presentazione la curatrice dell’antologia, Anna Copertino, ha rilasciato un’intervista raccontando il percorso ed il motivo che l’hanno spinta a fare Memoria, e la scelta di farlo attraverso un libro, sostenendo con forza il potere della scrittura e della carta che rappresentano una leva fortissima sulla quale poggiarsi per portare le storie raccontante, all’interno degli istituti scolastici, per sensibilizzare i piccoli e i giovani di oggi, affinché diventino uomini e donne caratterizzati dal senso della giustizia e non dalla criminalità

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