Studentessa denuncia aggressione su Facebook. “Picchiata senza ragione da una baby gang”

Studentessa aggredita da baby gang in centro

di Redazione

Napoli – Non è la prima volta che le baby gang terrorizzano i cittadini napoletani, spadroneggiando senza controllo tra le strade del centro. Qualche settimana fa i pizzaioli del centro storico hanno provato a farsi carico della situazione finanziando progetti per il recupero dei minori a rischio con i proventi del loro lavoro, martedì scorso è stato proprio un gruppo di ragazzini a rubare il tradizionale albero di Natale in Galleria Umberto – poi ritrovato a meno di 24 ore dal furto – ed oggi, da Facebook, giunge notizia di un’altra bravata di un gruppetto di adolescenti.

Una giovane studentessa dell’Università “L’orientale” ha, infatti, denunciato attraverso il suo profilo Facebook, di aver subito un’aggressione al termine delle lezioni, all’uscita dal Palazzo del Mediterraneo. Intorno alle 17.30 – nonostante il buio delle fredde giornate invernali, siamo ancora in pieno pomeriggio – è stata presa di mira da un gruppo di circa 20 ragazzini tra i 13 e i 14 anni: picchiata senza ragione, aggredita con calci e pugni e scaraventata a terra, è riuscita a scappare e a nascondersi in un bar vicino. Sotto shock si è resa conto di essersi ritrovata immediatamente sola: nessuno dei passanti ha alzato lo sguardo verso di lei, nessuno ha provato ad aiutarla perchè, tra la paura e l’indifferenza, la soluzione più semplice è sempre quella di non immischiarsi in faccende complicate che potrebbero ritorcersi contro chi interviene nelle altrui beghe.

Un episodio che, purtroppo, non stupisce. E’ proprio la studentessa a sottolineare che il suo non è certo il primo caso di aggressione: “il proprietario del bar mi ha detto che la mia non è stata la prima delle aggressioni avvenute”, si legge su Facebook. E lancia un appello: “se siete stati vittime o conoscete qualcuno che è stato aggredito, commentate. Se siamo in molti possiamo chiedere una pattuglia sul luogo per la nostra sicurezza”.

29 novembre 2013

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *