Salvatore Giuliano ha scontato la sua condanna: torna a Forcella il killer di Annalisa Durante

Dalla sua pistola il colpo che ha ucciso la 14enne, nel tentativo di difendersi da un agguato del clan Mazzarella.

L’omicidio il 27 marzo 2004.

Si sono aperte le porte del carcere per Salvatore Giuliano. E non per le tanto discusse scarcerazioni legate al coronavirus che si stanno verificando in questi giorni, ma, come riporta il sito Stylo24, perché ha definitivamente saldato il proprio debito con la giustizia. Il suo cognome fa parte della storia della camorra, nipote dei fratelli Giuliano, tra cui Luigi “‘o rre”, ma il suo nome diventerà tristemente famoso il 27 marzo 2004. Da quella data sarà legato per sempre a quello di Annalisa Durante. Perché dalla sua pistola uscirà il proiettile che ucciderà la 14enne.

Quella sera è lui, alias “o’ russo”, allora 19enne, figlio di Luigi “zecchetella” il bersaglio dei killer del clan Mazzarella. Ma, armato, risponderà al fuoco, ferendo mortalmente quella bambina che si trovava solo al posto sbagliato al momento sbagliato. Il 31 marzo 2006 il ventunenne viene condannato dalla quarta sezione della Corte d’assise del tribunale di Napoli a 24 anni di reclusione per l’omicidio di Annalisa. Nonostante la pena sia stata ridotta in appello a 18 anni, con la sentenza del 16 aprile 2008 la Cassazione ha definitivamente condannato Salvatore Giuliano a 20 anni di reclusione. Ma, grazie alla sua buona condotta durante la detenzione, è riuscito a lasciare il carcere con 4 anni di anticipo.

Da pochi giorni è, infatti, tornato a Forcella, da uomo libero, a 35 anni. Anche se ha già avuto modo di farsi fermare durante un controllo mentre si trovava nel rione Sanità in compagnia di alcuni soggetti noti alle forze dell’ordine.

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