Ancora cori contro i napoletani, chiusa la Curva Nord dell’Inter

Chiusa la Curva Nord dell’Inter per i cori razzisti contro i napoletani

Ancora una volta tengono banco le vicende dei cori razzisti contro il popolo napoletano. Questa volta sono i tifosi dell’Inter ha cadere in errore. Durante la partita tra la squadra neroazzurra e la compagine di Benitez, la Curva Nord ha esposto uno striscione chiaramente a fondo razzista: “Abete napoletano”. Oltre a ciò, la Curva ha perseguito nella sua ignoranza intonando i soliti cori da stadio che vanno a discriminare tutto il popolo napoletano.

Zanetti e la Curva Nord deserta

Il capitano dell’Inter, Javier Zanetti, a fine stagione lascerà il calcio. Per tutti è stato, è e sarà sempre una vera e propria icona del mondo del pallone sia come sportivo ma, soprattutto, come uomo. Ecco, Javier non godrà del pienone di San Siro perché la Curva Nord sarà chiusa per due turni a causa dei cori contro i napoletani. Di certo non sarà come lo aveva sempre pensato; di sicuro, nella sua mente, immaginava uno stadio strapieno e lui che saluta i suoi tifosi, lui che saluta la Curva Nord per poi andarsene, lasciare quel campo che tanto ha amato e quelle persone che tanto lo hanno osannato. Questo, Zanetti lo potrà solo immaginare putroppo.

Una fenomeno che non conosce fine

Purtroppo non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo coro razzista nei confronti del popolo napoletano. Questo è sintomatico di una mancanza di cultura e di poca intelligenza da parte di noi italiani che ci abbassiamo a certe frivolezze e futilità. Ormai è diventata quasi una moda, un trand come si direbbe oggi, e nessuno sembra poter farne a meno. Che tristezza. Fatto sta che in Italia si continua con il chiudere le curve, multare le società ma in fondo si dovrebbe fare molto di più. Si cerca tanto di imitare l’Inghilterra o la Germania per quanto riguarda gli stadi e gli impianti di nuova generazione, ma forse dovremo imitarli soprattutto per la loro civiltà nel rispetto dell’altro. No, questo è molto più difficile per noi poveri italiani.