Venerdì Santo, ore 22 il rito antico della Via Crucis risuonerà a Piazza Mercato in lingua napoletana.
di Fabio Iuorio
Venerdì Santo, a partire dalle ore 22, Piazza Mercato si trasformerà in palcoscenico di fede e memoria collettiva. La Via Crucis animata dalla comunità parrocchiale, da studenti e da giovani volontari si svolgerà interamente in dialetto napoletano, con costumi storici e stazioni illustrate dai ragazzi delle scuole del quartiere. L’iniziativa è promossa da Asso.gio.ca., in collaborazione con le parrocchie di Santa Maria La Scala e Sant’Eligio.
Le quattordici stazioni della Via Crucis sono state affidate ai ragazzi dell’istituto comprensivo ‘Campo del Moricino’: alunni di scuola elementare e media che hanno illustrato ciascuna tappa del percorso della Passione; i loro disegni accompagneranno i fedeli lungo il tragitto, trasformando la piazza in una galleria a cielo aperto dove l’arte dei più giovani dialoga con il rito sacro.
I giovani volontari di Asso.gio.ca., invece, indosseranno i costumi storici realizzati dal maestro Canzanella: abiti che richiamano la tradizione figurativa napoletana e che restituiscono alla celebrazione una dimensione visiva radicata nel territorio. “La scelta del dialetto napoletano rappresenta un elemento centrale del progetto: un linguaggio vicino al territorio, capace di rendere il messaggio evangelico più immediato e accessibile alla gente.” dichiara Gianfranco Wurzburger, presidente di Asso.gio.ca.
La Via Crucis in dialetto napoletano non è una concessione folkloristica, ma è, nelle intenzioni degli organizzatori, una scelta pastorale precisa: avvicinare il messaggio della Passione alle persone attraverso le parole della quotidianità, quelle che si sentono nei vicoli, nelle case, nei mercati. Una lingua che porta con sé secoli di storia popolare e devozione stratificata.
Don Francesco De Luca, parroco di Santa Maria La Scala, ha voluto sottolineare il significato spirituale dell’iniziativa: “L’iniziativa vuole ricordare che nessuno è solo o abbandonato. Cristo accompagna, sostiene e depone un seme di resurrezione.”
La celebrazione non coinvolge solo le parrocchie. Scuole, associazioni giovanili e famiglie del quartiere partecipano attivamente, restituendo alla Via Crucis la sua dimensione comunitaria originaria. Ogni costume, ogni disegno, ogni stazione diventa così un ponte tra il sacro e la vita di ogni giorno: “La partecipazione e i costumi tradizionali rafforzano il legame con la comunità.” dice Don Alessandro Overa, parroco di Sant’Eligio.
Piazza Mercato è uno dei luoghi storicamente più densi di Napoli, un teatro di eventi cruciali nella storia della città, da secoli crocevia di popolo e devozione. Che la Via Crucis torni a risuonarvi in napoletano non è un dettaglio secondario ma un gesto che dice qualcosa sul rapporto tra una comunità e la propria lingua, tra un quartiere e la propria memoria.












