Attualità

Un chicco di speranza: il progetto che reinserisce i detenuti di Secondigliano attraverso il caffè

Dieci detenuti del penitenziario di Secondigliano hanno trovato una nuova opportunità grazie a “Un chicco di speranza”, l’iniziativa promossa da Caffè Kimbo in collaborazione con la Diocesi di Napoli. L’obiettivo è chiaro: favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei partecipanti, insegnando loro non solo l’arte di preparare un buon caffè, ma anche le tecniche di coltivazione del chicco, con il sogno di creare un giorno il “caffè di Secondigliano”. Il progetto, nato ormai un anno fa (settembre 2024), ha progressivamente preso forma, arrivando alla creazione di un laboratorio interno dedicato alla riparazione e rigenerazione delle macchine da caffè Kimbo. Qui, i detenuti in regime di semi-libertà si occupano del ritiro e della riconsegna delle macchine presso i bar partner dell’azienda, acquisendo competenze tecniche concrete.

Negli ultimi mesi l’iniziativa ha raggiunto poi un ulteriore traguardo: la realizzazione di una piantagione di caffè su un’area di 10mila mq all’interno del carcere. Con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II saranno selezionate le varietà più adatte al terreno campano, dando vita a un progetto unico nel suo genere. “Abbiamo ricevuto tanto da Napoli in oltre 60 anni di attività”, ha dichiarato Mario Rubino, presidente di Kimbo. “Se oggi siamo il caffè di Napoli distribuito in 100 Paesi del mondo lo dobbiamo alle nostre radici. Sentiamo il dovere di restituire qualcosa al territorio”.

Il reinserimento in società dei detenuti non significa soltanto avere un impiego e una busta paga, ma rappresenta soprattutto la possibilità di ricostruirsi una dignità e un futuro. Senza lavoro e stabilità, infatti, il rischio di ricadere nel tunnel della delinquenza è altissimo e i dati lo confermano: chi ottiene una seconda possibilità affronta il lavoro con una motivazione in più, consapevole di cosa significhi ripartire da zero. Reinserire quindi i detenuti nel mondo del lavoro non è semplice buonismo ma pura realtà utile: meno criminalità, più sicurezza per tutti.

This post was published on Set 2, 2025 9:00

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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