| Dal 27 al 28 marzo 2026, dopo il grande successo che ci ha impedito, con rammarico, di soddisfare le tantissime richieste, riprendono le repliche de:
“Il mistero di Pasqua di Villa di Donato, tra Luca Giordano e l’arte performariva dei Tableaux Vivants”.
Un evento site-specific che percorre l’arte lungo tre secoli di storia: dal 1600 di Luca Giordano, attraverso l’arte presepiale testimoniata dal Mistero di Pasqua di Villa di Donato del ‘700 ed i Tableaux Vivant nei salotti del 1800.
Da un’idea di Patrizia de Mennato.
Tableaux Vivants Regia Dora De Maio
Ludovica Rambelli Teatro
Con:
Elena Fattorusso
Rocco Giordano
Maria Giovanna La Greca
Fiorenzo Madonna
Antonio Stoccuto
Angela Tamburrino
Con il contributo della Regione Campania.
Ingresso nei giorni 27/28/29 marzo 2026, orari degli spettacoli: 18.30 / 20 / 21 in gruppi di massimo 24 persone.
Prenotazione obbligatoria.
Scegliete la vostra data e l’orario che preferite e comunicatelo a:
prenotazioni@villadidonato.it
Mena vi darà conferma.
Biglietto unico: €20
PER SAPERNE DI PIÙ:
L’immagine della deposizione del Cristo da immagine statica a “in movimento” trova nel rapporto da Luca Giordano (1600), attraverso il Mistero di Pasqua di Villa di Donato (1700) e i Tableaux Vivents (1800) la possibilità di narrare Napoli nel suo percorso di innovazione nei secoli.
Attraverso gli effetti tableaux-vivants, racconteremo l’ultimo Presepe di Pasqua: lungo l’evoluzione dell’immagine, del suo modo narrativo, nella valorizzazione del dramma sacro che Luca Giordano riuscì a tradurre dal Barocco al Rococò.
Le grandi tappe:
L’iconografia della deposizione del Cristo di Luca Giordano presenti a Napoli e nel mondo.
La maturità e il successo di Luca Giordano arrivano dopo la commissione di Palazzo Medici-Ricciardi a Firenze (a partire dal 1782). Nella Glorificazione della dinastia medicea e le Vicende della vita umana, Giordano sperimenta una narrazione continua fluida, con scene collegate tra loro: ariosità e luminosità saranno la sua cifra, in una soluzione irreale di sogno e colori. Dopo il trasferimento a Madrid, con il ciclo dell’Escorial e l’impresa della Certosa di S. Martino, la sua cifra stilistica lascia il Barocco per aprirsi al nuovo Rococò: ancora narrazione e immagini concatenate. Per rimanere nel solo ambito napoletano la pittura e maniera giordanesca che innova e inaugura il gusto del Settecento, influenzò schiere di pittori meridionali: Andrea Malinconico, Giacomo Farelli, Francesco Solimena (il suo primo allievo) e poi Giaquinto, De Po’, De Mura, Conca, Bardellino.
Il Presepe a Personaggi o Mistero di Pasqua presente in Villa di Donato.
Nella sua scuola si nasconde l’autore della pittura che è la base di riferimento del Presepe a Personaggi o Mistero presente in Villa di Donato. È Luca Giordano ad aggiornare l’allegoria, l’immagine europea in movimento per raccontare il tempo delle cose e degli avvenimenti.
Attraverso il peculiare uso dell’immagine all’interno del Presepe di Pasqua, o Presepe a Personaggi o ancora Mistero, tradizione che scompare a Napoli nel corso del primo Settecento, ravvisiamo l’ultima narrazione sperimentale che nel fermo immagine racchiude l’allegoria della Resurrezione.
I Tableaux Vivants in Villa di Donato.
Attraverso i Tableaux Vivants che conosceranno nell’Ottocento un successo peculiare a Napoli grazie a Lady Hamilton, troviamo il modo di riproporre il dramma sacro della Morte del Presepe di Pasqua, e la sua unicità narrativa ricomponendo in carne e ossa il dramma sacro.
Come un film che si svolge al contrario nei secoli e nei modi narrativi, riferendoci al primo presepe di Greccio nel 1223 -quello di San Francesco che utilizzando persone e animali era a tutti gli effetti un tableau-vivant, racconteremo l’ultimo presepe di Pasqua di Napoli: nel mezzo l’evoluzione dell’immagine, del suo modo narrativo, nella valorizzazione del dramma sacro che Luca Giordano riuscì a tradurre dal Barocco al Rococò. |