Categories: Economia e Lavoro

Troppe attività storiche a Napoli chiudono: colpa della crisi

L’ecatombe di attività commerciali, a volte secolari, che hanno dato alla nostra città un’identità ben precisa e che hanno segnato intere generazioni, stenta a fermarsi. La crisi non ha pietà per nessuno ed è riuscita a mettere in ginocchio colossi che sembravano invincibili.

Nessuno di noi avrebbe mai immaginato, ad esempio, che un perno della cultura partenopea, la Libreria Guida a Port’Alba, avrebbe un giorno chiuso i battenti; molti di noi, se non quasi tutti, durante gli anni scolastici delle medie e del liceo abbiamo almeno una volta comprato libri in quella storica libreria alla quale non mancava mai nulla. Era addirittura l’ultima spiaggia per chi non aveva trovato in nessun altro posto i manuali universitari più rari. Ma la Libreria Guida, purtroppo, non è l’unica vittima di questo triste periodo di crisi; l’ultima attività che ha smesso di allietare i napoletani è la gelateria Remy Gelo ferma da febbraio e la cui riapertura è ancora in dubbio. A riempire le fila delle attività commerciali importanti della nostra città, poi, non possiamo dimenticare il Cinema Arcobaleno al Vomero e il Ristorante Sbrescia a Posillipo. Si fermerà prima o poi questo terribile crollo di certezze?

Il fallimento “culturale”

Una palestra. Questo è quello che sostituirà la Libreria Guida nell’edificio del Vomero, che ha chiuso precedentemente a quello di Port’Alba in cui è stata per quasi un secolo. Ovviamente, la chiusura di una tale attività è prima una perdita culturale che economica. L’81enne Mario Guida ha ammesso che negli ultimi anni sono riusciti ad andare avanti “facendo i salti mortali“, ma che lo scorso novembre la situazione è diventata davvero insostenibile ed ecco la decisione, dolorosa, di chiudere l’attività rimasta aperta per ben 95 anni e non è nemmeno stata la prima a chiudere a Port’Alba.Pensare che di librerie Guida ce n’erano addirittura sei solo a Napoli, e piano piano sono sparite tutte. Ma com’è stato possibile? La filiare al Vomero fu chiusa soprattutto per l’enorme aumento dell’affitto dell’edificio in cui era ospitata la libreria, ma per quanto riguarda la sede storica a Port’Alba, pare proprio che la causa sia stata una grossa cifra che le banche avevano chiesto all’attività di restituire e che ha, poi, richiesto il fallimento registrato per lo scorso marzo. La crisi, questa volta dell’editoria, ha mietuto un’altra vittima.

Anche uno dei cinema più importanti di Napoli chiude i battenti

Un’altra triste chiusura che ha sconvolto l’opinione pubblica napoletana è stata quella del Cinema Arcobaleno al Vomero, in Via Carelli, che ha visto scendere in piazza molte persone indignate e che ha visto la partecipazione alle proteste anche di Servillo e Sorrentino. 57 anni di attività, poi la chiusura sempre per i soliti motivi; troppo alti i costi di gestione, affitto troppo alto e tasse salatissime! Ed ecco che i quattro dipendenti che ci lavoravano restano senza lavoro e Napoli perde un altro valido perno culturale che si vedrà sostituito da un supermercato.

Anche Posillipo perde una delle sue istituzioni

Travolto dalla crisi” si dice il proprietario del famosissimo Ristorante Sbrescia, Antonio Sbrescia, e infatti anche la sua attività storica, che andava avanti dagli anni ’20, è ormai giunta al termine dopo diversi decenni felici in cui era stata simbolo di una parte della nostra città. Il Ristorante Sbrescia, in tempi più luminosi di questi, era stato addirittura uno dei set di alcuni film simbolo di Napoli, di Eduardo De Filippo, come il bellissimo “Filumena Marturano”, grande classico della napoletaneità, e anche alcune famose pellicole che vedevano come protagonista l’attore Bud Spencer. Tra i clienti più famosi il ristorante vantava i nomi anche di Totò, Marcello Mastroianni, e in tempi più recenti, Giancarlo Giannini. Le ragioni della chiusura, inutile dirlo, ormai sono sempre le stesse.

Una delle ultime “tragiche” chiusure

Come se non bastassero le chiusure di tutte queste importantissime attività napoletane, si aggiunge negli ultimi mesi un altro eclatante fallimento economico; la famosa gelateria in Via Caracciolo Remy Gelo è chiusa ormai da febbraio e non si conosce una data di riapertura, semmai ci sarà.

Ci sarà mai una ripresa per la nostra città? Nessuno può dirlo; intanto Pietro Russo, presidente di Confcommercio Napoli, tempo fa aveva portato a Palazzo San Giacomo una proposta, mai approvata, riguardo alla tutela dell’e attività storiche di cui tanto avremmo bisogno. Ma nel frattempo gli oneri fiscali, gli affitti e le tasse continuano ad aumentare anno per anno.

This post was published on Mar 23, 2014 16:17

Rita Guitto

Vivo di cinema e letteratura e credo che il giornalismo sia un modo di essere, poi un lavoro. L’informazione è la giusta leva per far girare il mondo come dovrebbe.

Recent Posts

Piazzale Tecchio cambia nome: omaggio a Giorgio Ascarelli

Un pezzo di storia del calcio napoletano trova finalmente il riconoscimento che molti aspettavano da…

5 ore ago

Hannah Montana compie 20 anni: il ritorno che ha riacceso un fenomeno generazionale

A vent’anni dal debutto su Disney Channel, Hannah Montana è tornata al centro della cultura…

6 ore ago

Enza Alfano al Nuovo Teatro Sancarluccio con “Il cuore nel cassetto”

Dal 27 al 29 marzo la scrittrice protagonista della rassegna “Scrittori a teatro”. Tre appuntamenti…

6 ore ago

Un nuovo ecosistema di inclusione a Casa GLO con più spazi, agricoltura sociale e fattoria didattica

La villa confiscata al boss Zaza diventerà una comunità energetica  Trasformare uno spazio liberato dalla…

6 ore ago

Giornata Mondiale del Teatro, “Oltre il Possibile” a Casagiove: LoveActBe in scena con gli allievi del laboratorio

Venerdì 27 marzo alle 18 al Quartiere Militare Borbonico la performance degli allievi diretti da…

6 ore ago

“Sguardi di Donna”, photo tour nel Rione Sanità: tre appuntamenti tra storia e fotografia

Passeggiata fotografica nel cuore di Napoli con partenza da Porta San Gennaro. L’iniziativa si terrà…

6 ore ago