Foto di Giuseppe Sorbo e Michele Grauso
La sezione ANFI “Massimo Brancaccio” di Maddaloni, in questi anni, con la presidenza confermata per la seconda volta del luogotenente Giuseppe Farina, ha organizzato eventi su varie tematiche, diversi per argomenti, strutturazioni e partnership.
Filo conduttore di ogni iniziativa è stata sempre l’apertura all’esterno, la collaborazione con le Istituzioni ed altre realtà associative, per puntare sempre ed unicamente a dare un contributo di opportunità e di qualità al territorio in cui opera.
Ultima in ordine di tempo è stata la presentazione-convegno che si è tenuta il giorno 1° ottobre 2026 a Maddaloni, città della sezione, nella sala Settembrini del Convitto Nazionale “Giordano Bruno”, gioiello prezioso di storia ed architettura, che conserva la tela più grande del mondo, meravigliosa opera dei fratelli Funaro.
Per questo l’ANFI ringrazia in modo particolare il rettore Rocco Gervasio per la sua disponibilità ad aprire la struttura e a ospitare l’evento.
L’ANFI ha avuto l’onore di ospitare il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento Mariano Nuzzo, architetto di elevata caratura e chiara fama e docente universitario all’Università degli studi “Luigi Vanvitelli” e all’Università di Ferrara, che ha recentemente pubblicato il volume “Conservare il passato – Tecniche e casi studio di restauro architettonico”.
La serata, moderata dalla giornalista Lucia Grimaldi, socia benemerita della sezione, ha visto una partecipazione massiccia di persone, cittadini, addetti ai lavori, studiosi e una folta rappresentanza di giovani studenti di tre istituti secondari di secondo grado cittadini, che hanno rivolto domande interessanti e pertinenti all’arch. Nuzzo al termine del convegno.
L’incontro è stato aperto da un Welcome coffee con visita alla tela. Un’occasione preziosa per i tanti presenti che hanno partecipato alla visita del prof. Antonio Pagliaro, studioso esperto e scrittore di un libro sulla tela: “Il trionfo della fede sull’eresia”; tra questi i rappresentanti delle sezioni ANFI di Caserta e di Benevento, unitamente al consigliere nazionale per la Campania Andrea Grasso.
Per preservare, dunque, la tela e la struttura che la conserva dal logorio degli anni e vista la necessità di manutenzione ordinaria e straordinaria, quest’estate a Maddaloni è nato un comitato aperto ed inclusivo che ha candidato il Convitto Nazionale “Giordano Bruno” a luogo del cuore FAI. Un modo per ampliare quanto più possibile la conoscenza di questo luogo e portare all’attenzione mediatica le sue problematiche al fine di risolverle, sensibilizzando Enti preposti ed opinione pubblica. Il voto come “luogo del cuore Fai” per il Convitto è un gesto di sensibilità, cura del patrimonio e amore per l’arte e per la storia e la preferenza può essere espressa per più luoghi della cultura. Una modalità veloce e semplice: basta andare sul sito “Luoghi del cuore FAI”, cercare il Convitto Nazionale “Giordano Bruno”, votarlo e confermare aprendo l’mail che arriva come ricevuta.
Il convegno, gestito con cura in tutti i suoi aspetti, dall’organizzazione agli inviti, dall’accoglienza alla chiusura, ha visto l’apertura del sindaco e vicepresidente della provincia di Caserta Andrea De Filippo, che nel suo intervento, oltre a disquisire sui temi oggetto del convegno, ha richiamato con parole chiare ed in modo solenne e commosso quanto espresso dalla moderatrice in apertura in merito al tema delle morti bianche.
L’evento infatti si è svolto in concomitanza con il lutto cittadino per la morte sul lavoro del giovane Antonio Coletta, un ragazzo di appena 21 anni, che pochi giorni fa ha smesso tragicamente di vivere mentre lavorava. Una tragedia che è stata richiamata nei diversi interventi, a dimostrazione della grande sensibilità su questo tema di grande attualità, evidenziando le criticità che concernono la sicurezza sui cantieri e la necessità di trovare soluzioni concrete che mettano un argine a questo fiume in piena di morti spesso evitabili.
Il convegno è proseguito in modo fluido, come da programma, con gli interventi dei vari relatori, tante piccole interessanti lezioni su vari aspetti del restauro e della conservazione dei beni culturali con alcuni casi esemplificativi.
Presenti al tavolo dei relatori Paolo Giordano, professore ordinario di restauro dell’architettura presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” che ha curato la prefazione del testo, Mons. Ernesto Rascato, delegato ai Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Aversa, Luigi Vitelli Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Caserta e Valeria Civitillo, Presidente dell’Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti conservatori della provincia di Caserta.
Le conclusioni sono state affidate all’autore del prestigioso volume, l’architetto Mariano Nuzzo che nel corso del suo intervento ha interagito continuamente con gli studenti presenti, accompagnati dai docenti del Convitto Nazionale “Giordano Bruno”, del Liceo “Don Gnocchi” e del Liceo Scientifico “Nino Cortese” di Maddaloni.
Ha chiuso tornando idealmente all’inizio dei lavori, a quel minuto di silenzio con cui è stato ricordato il giovane operaio che ha perso la vita sul lavoro. Nel libro si citano le morti bianche durante la costruzione della Reggia di Caserta: “Sono nomi e vicende che rischiano di rimanere nell’ombra – ha detto Nuzzo – perchè quando guardiamo un grande monumento siamo abituati a vedere la bellezza dell’opera, ma meno spesso ci chiediamo quanta fatica e quanto sacrificio e, talvolta, quando dolore ci siano dietro. Ecco perchè credo che conservare il patrimonio non significhi soltanto proteggere pietre, architetture, opere d’arte e paesaggi; significa anche custodire la memoria delle persone che hanno contribuito a renderli possibili”.
Foto di Giuseppe Sorbo e Michele Grauso
Tra gli ospiti, nei posti riservati, erano presenti anche tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine della provincia di Caserta, che non fanno mai mancare la loro presenza alle iniziative dell’ANFI di Maddaloni, a testimonianza della rete di collaborazione e supporto consolidata e rafforzata negli anni e della stima nei confronti dell’ultimo contributo scientifico del Soprintendente Mariano Nuzzo.
di Lucia Grimaldi
This post was published on Ott 5, 2026 9:47
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