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Tonino Scala: “La camorra uccide. Il silenzio pure…”

Parlare di camorra non è argomento facile. Parlarne con i ragazzi lo rende ancora più complesso per la scelta delle parole, del linguaggio, perché ci si scontra con la preesistente educazione familiare e sociale circa l’argomento. 

Eppure, parlarne è un mustun imperativo perché non si pensi alla criminalità organizzata come a qualcosa di distante da noi. Essa è in mezzo a noi e si nutre della nostra inconsapevole o meno fragilità, superficialità, sfiducia nelle persone e nello Stato. Parlare con serietà di camorra, educazione dei giovani e adulti, senza dimenticare la cordialità e l’importanza di fare rete è il modo scelto da Tonino Scala, l’autore, accompagnato dall’ex Procuratore Giandomenico Lepore, il P. M. Adriano Del Bene, la giornalista Anna Copertino e la scrittrice Loredana De Vita,  il 22 luglio u.s. Presso l’Attico Partenopeo presentando il libro La camorra uccide… Il silenzio pure. Ovvero la camorra spiegata ai ragazzi“.

Il libro, ben strutturato e completato da inserti di approfondimento e schede didattiche, è certamente rivolto agli studenti di scuola media inferiore, ma anche a tutti quegli educatori e formatori che si mettano in gioco per affrontare correttamente e con competenza un tema che scuote le coscienze e soffoca talvolta per la paura o l’incapacità di trattarne: la camorra. La scelta del titolo è già un proclama di intenti “La camorra uccide… Il silenzio pure” nell’evidente riferimento a una delle espressioni più citate di Peppino Impastato <<la mafia uccide, il silenzio pure>>; una dichiarazione di intenti e anche l’impegno a formare le giovani generazioni affinché con consapevolezza possono riconoscere i segnali malavitosi in tante espressioni del quotidiano che affascinano, abbagliano, corrompono. La camorra, come dice l’autore, prima che un fenomeno criminale, è un fenomeno culturale e, quindi, trova nella scuola e nella formazione la sede ideale per imparare a essere combattuta.

Il libro, semplice e diretto nel linguaggio e senza metafore articolate e artificiose, racconta di un episodio realmente accaduto traslandolo in ambiente scolastico in modo da fornire all’insegnante protagonista, Mario, la possibilità di vincere il silenzio e l’omertà e rendere una situazione complessa il trampolino per conoscere, comprendere, agire contro la mentalità criminale.

Protagonisti della narrazione, oltre l’insegnante, sono i ragazzi stessi che, confrontandosi, mettono a nudo i loro timori, i modi errati di considerare la camorra. Solo imparando a conoscerla la si può sconfiggere.

In questo percorso reale e utopico insieme, il docente conduce gli studenti per mano alla scoperta della verità e alla necessità di scegliere in prima persona che cosa e chi voler essere. A tale scopo, l’autore racconta la storia semplice di persone semplici che grazie alla loro coscienza hanno costruito la memoria e aperto il varco a nuove possibilità di vita. Non mancano i riferimenti a personaggi pubblici più noti che hanno dedicato la loro esistenza alla giustizia anche a sacrificio della vita, G. Siani, Don Diana, G. Falcone, P. Borsellinoancora, si racconta la storia delle vittime innocenti che per caso sono state coinvolte in storie che non facevano parte della loro esistenza, A. Duranteper esempio.

Risuonano nelle orecchie le voci reali di ragazzi che alla domanda “Che cosa è la camorra” forniscono le risposte semplici spesso tratte da quanto sentono in famiglia o per la strada o nelle recenti serie televisive di cui conoscono a memoria ogni battuta e che sono capaci di imitare perfettamente nella gestualità e nei toni. Una responsabilità che i mass media non dovrebbero trascurare.

Che cosa è la camorra. A camorra so sord’… ‘A camorra è droga… ‘A camorra è a fatica… ‘A camorra protegge… ‘A camorra so femmene accussì… ‘A camorra è a munnezza… ‘A camorra è ‘a politica… ‘A camorra è una montagna di merda, professò

Il libro, però, non è solo una raccolta di storie e approfondimenti; il libro non si rivolge solo al passato, ma offre numerosi spunti rivolti al futuro. Numerose, infatti, le linee guide che Tonino Scala ci offre in questa opera per vincere il silenzio dello sgomento e della paura, perché parlare con i ragazzi è testimoniare una possibilitàè coinvolgerli in un cambiamento, questo serve per educareEducare a vincere la paura vivendo responsabilmente e con consapevolezza: apprendere, cioè, a osservare e osservarsi nelle situazioni in cui la via più facile appare quella meglio percorribile.

Educare a non dare peso alla macchina del fango che spruzza veleno su chi invece si impegna onestamente anche a rischio della propria vita: imparare, cioè a cercare la verità secondo onesta e giustizia.

Educare a vincere i luoghi comuni della convenienza personale: cercare, cioè, non il bene e l’interesse personale ma quello comune e condivisibile.

Educare alla speranza: vincere, cioè, la rassegnazione e diventare i protagonisti del presente per costruire un futuro migliore.

Il libro di Tonino Scala è un invito alla conoscenza e alla coscienza, un imput forte e tenace per riscoprire valori e significati oltre il privato egoista del vantaggio per sé, un richiamo alla necessità di essere comunità, perché noi siamo di più e ogni giorno è nu juorno buono!

Loredana De Vita

This post was published on Lug 24, 2015 16:33

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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