Continua il periodo negativo degli uomini di Maurizio Sarri: 7 punti nelle ultime 6 partite in campionato. Errore di Reina sul pareggio di Keita.
Parecchi cambi nella line up iniziale per Sarri, con Diawara e Zielinski a centrocampo e Gabbiadini che si accomoda in panchina a favore del tridente leggero Insigne-Mertens-Callejon. La Lazio alla fine si schiera con una difesa a 4, con Lulic esterno basso alla Florenzi, all’occorrenza pronto a spingere. La partita vede il Napoli subito padrone del gioco, grazie anche ad un atteggiamento sfrontato della Lazio: nemmeno 60” e Mertens sfiora il gol con un destro che lambisce il palo. La squadra allenata da Simone Inzaghi, che aveva promesso un atteggiamento propositivo alla vigilia, arretra subito il baricentro ed i risultati si vedono: il tridente dei piccoli trova più difficoltà nell’avanzare.Ci provano a sfondare per vie centrali, con scambi ravvicinati e cercando velocemente la verticalizzazione: quando la trama riesce si vedono anche le conclusione, come quella di Insigne al 13′ che trova un bravo Marchetti o ancora quella di Mertens al 35′, che termina però ampiamente alta. Da registrarsi un’entrataccia di Parolo su Hysaj, che vale un giallo al centrocampista.
La seconda frazione vede subito Ciro Immobile rendersi protagonista con una percussione di 30 mt che gli consente di arrivare fino a Reina: da posizione defilata però, l’attaccante non riesce a trovare lo specchio della porta. Il Napoli ricomincia però a produrre gioco ed i risultati si vedono: al 52′ Hamsik segna dopo una splendida azione personali, in cui tiene a bada 3 difensori prima di concludere di sinistro ad incrociare. Neanche il tempo di festeggiare però che la Lazio azzera subito le distanze, manco a dirlo, grazie ad un errore individuale. Stavolta è Reina a fare mea culpa: la sua chiusura sul tiro di Keita è troppo blanda. Molto reattivo invece il dirimpettaio Marchetti, che si distende da campione su un ottimo tiro di Hysaj al 62′.
Per il resto, tantissimo Marek Hamsik, autore di una performance di grande livello: dai suoi piedi passano tutte i pericoli maggiori, tra cui l’ennesima conclusione a rete dalla distanza al 72′. Via ai cambi: fuori Insigne e Callejon, dentro Gabbiadini ed El Kaddouri. Inzaghi dal canto suo fa entrare Djordjevic per Keita. Cambia poco nell’economia della gara, il Napoli dà ancora una volta la dimostrazione che il calcio è un gioco in cui servono gli attaccanti: la manovra infatti si sviluppa sempre per vie centrali ma manca un riferimento che impedisca di finire sempre e comunque nell’imbuto avversario. Neanche l’ingresso di Allan cambia le cose: il Napoli è un malato che conosce anche la sua cura ma sa che per ora non può arrivare.
This post was published on Nov 6, 2016 0:12
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