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Società e… fidanzate virtuali: la socialità in agonia

Qualche giorno fa, facendo zapping tra le varie piattaforme streaming, ho notato con estremo stupore e felicità che su RaiPlay è stato inserito il film “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, una vecchia pellicola del 1988 che ha fatto felici tanti bambini dell’epoca come me, e non solo. E chi è la co-protagonista della storia? Una certa Jessica Rabbit, moglie di Roger, un cartone animato disegnato come la donna perfetta che vive nel mondo umano, e fa rallegrare gli occhi di tanti uomini quando si esibisce con le sue performance canore in un vecchio locale della città. Una cantante sensuale, un sogno per tutti noi ragazzini dell’epoca, uno dei primi sogni erotici della vita si può dire, e che continua ad esserlo.

A distanza di quasi 40 anni, quello che era appunto un sogno diventa realtà, attraverso l’Intelligenza Artificiale: l’ultima tra le tendenze della nostra società è infatti quella di trovare l’amore tramite appositi chatbot AI grazie a cui si può creare la propria anima gemella secondo le caratteristiche ( fisiche e morali ) che si desiderano e instaurando con lei una vera e propria relazione. Secondo i dati forniti da Data.ai, una società di analisi di app per cellulari, “sette delle 30 app di chatbot AI scaricate nel 2023 da Apple o Google Play Store erano legate ad amici, fidanzate o compagni creati dall’intelligenza artificiale” … numeri impressionanti! Da queste analisi si evince un dato certo, l’estrema solitudine che attanaglia l’umanità. Strano, vero? In un’epoca come la nostra, senza limiti e/o restrizioni dovute ad una vecchia mentalità, ma soprattutto in un mondo dove si fa a gara a chi ha più amici sui social, alla fine l’uomo è diventato molto più solo di quanto lo era qualche tempo fa. Mi torna in mente il buon vecchio Bauman quando affermava che la nostra è una società liquida, effimera … come dargli torto? Sta diventando sempre più raro conoscersi per puro caso, o in una serata tra amici, scambiare qualche parola, conoscersi ed innamorarsi, ormai a tutto ci pensa l’intelligenza artificiale! Basta scaricare una app tra le tante che offrono questo servizio, pagare e il gioco è fatto: si interagisce con un avatar, si discute, si litiga anche, e l’aspetto che ancor di più fa rabbrividire è che si possono avere anche rapporti sessuali virtuali ( in che modalità non è dato saperlo ). Vero che la società sta cambiando, le persone stanno cambiando e il concetto stesso di relazione sta cambiando, ma è anche vero che ciò che invece non può cambiare nell’umanità è l’estrema necessità di comunicare con i propri simili, siamo fatti di relazioni, ne abbiamo un bisogno vitale! E parlando proprio di relazioni affettive e amore, ricordo di come, da ex ragazzo romantico, cercavo di conquistare una ragazza invitandola ad esempio al cinema e magari, durante la proiezione di un film, tentare di approcciare con carezze e baci … ma a questo punto mi domando come potrebbe mai oggi un ragazzo fare lo stesso se alla fine il film lo vede a casa e magari incollato davanti al monitor del pc o al suo smartphone … Purtroppo sempre più ragazzi ( e non solo loro ) decidono di alienarsi dalla società, dalla vita reale ( forse per delusioni o per mancanza di coraggio nell’affrontare la vita ) e tendono a rifugiarsi nel mondo virtuale, creando una realtà parallela a propria immagine e somiglianza, un mondo perfetto dove non c’è spazio per parlare, discutere, relazionarsi … vivere insomma!

Le mie domande al riguardo sono semplici, chiare, concise: che fine farà la socialità da qui a x anni? Dobbiamo iniziare a preoccuparci? Houston, abbiamo un problema.

This post was published on Giu 5, 2024 9:43

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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