Costume e Società

Il silenzio che rompe il suono

Il silenzio, in un tempo senza voci, può diventare ancora più profondo. La scrittura diviene salvifica per il contatto umano e professionale. Diviene urgenza. Le parole scritte, si trasformano in abbracci, in baci e quando nascono dal cuore sono sentimenti e emozioni. Impariamo a ascoltare con il cuore.

Grazie al prof. Ciro Tremolaterra per questa lezione di umiltà e umanità. Anna Copertino.

“Buongiorno, mi chiamo Ciro Tremolaterra, insegno in un liceo filosofia e storia, scrivo versi e ho una ipoacusia da bambino. Il video, il mio primo video girato con un cellulare a casa, durante questo isolamento, è derivato dalla volontà di far sentire la mia voce agli alunni e salutarli. Ero fuori il balcone, ho ricordato quando mia mamma mi salutava, e ho pensato a come fosse importante un semplice saluto. Questo mi ha motivato a salutare gli studenti, i miei e idealmente tutti, con un video”.

Lettera a un’amica professoressa sulla (mia e nostra) diversità.

Ciao, grazie per il tuo incoraggiamento. Spero tu stia bene e mi fa piacere vedere che insegni al liceo …

È vero possiamo essere vicini da lontano.

E con la scrittura ci riesco, sento vicini i miei alunni e loro me, se riesco a interagire con la dovuta tranquillità, secondo la mia misura.

Ecco penso che sarai d’accordo che occorra la giusta considerazione per le nostre diversità. Io questo vorrei comunicare, perché forse è compreso, ma in questo momento ci soffro.

C’è chi vuole che io senta, sia sereno con le casse e le protesi acustiche insieme e sia iper-tecnologico ma se non ho mai installato casse al pc di casa è perché, per il mio udito diverso, mi sono orientato verso la scrittura, la lettura, la meditazione.

Se si forza la mia diversità, come quella di tutti, non posso stare bene, non riesco a essere vicino agli alunni che rispettano e comprendono il mio modo. In classe era diverso, per la vicinanza, perché potevo andare vicino a loro nei banchi, con le sole protesi. L’impatto protesi -suono artificiale- più casse -artificiale-, con in più la distanza, per me, mi sono accorto, è pesante se non deleterio.

Quando ora scrivo le mie lezioni, leggo le loro considerazioni e esercitazioni, sono sereno. Ascolto e sono ascoltato.

Ecco questo solo vorrei si capisse.

This post was published on Apr 4, 2020 11:59

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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