Storica sentenza a Napoli dove un datore di lavoro di origini bengalesi è stato condannato a otto anni con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al grave sfruttamento lavorativo e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con l’aggravante del reato transnazionale.
“Oltre alla peculiarità della sentenza – afferma l’avvocato Bruno Botti che ha rappresentato i 20 operai stranieri, sfruttati e pagati non più di 250 euro al mese – va ricordato che tutto parte da una sollevazione nel 2013 di gruppo degli operai clandestini di una piccola fabbrica di Sant’Antimo, un fatto o raro sia perché il datore di lavoro, ritirando loro i passaporti e minacciando ritorsioni sui loro familiari in Bangladesh, li teneva sotto scacco sia perché i bengalesi per loro indole sono persone miti poco inclini ad intentare azioni rivendicative’‘.
This post was published on Lug 12, 2017 19:59
Tra la folla e le luci del centro, un gesto brutale spezza la leggerezza di…
Aveva 61 anni. Dal 1990 volto storico di Repubblica Napoli, aveva cominciato ragazzo alla Foto…
Oggi pomeriggio, sabato 9 maggio, ore 15.30 nella splendida cornice della Basilica di San Lorenzo…
di Fabio Iuorio Maggio, il mese dei fiori, del sole e, per chi ama i…
Sabato 9 maggio alla Fondazione Il Canto di Virgilio il quartetto d’archi protagonista con un…
Oltre 2.500 studenti e 250 docenti coinvolti in sei istituti comprensivi. L’8 maggio incontro speciale…