di Fabio Iuorio
Doveva essere una serata di festa, con le strade illuminate, le saracinesche alzate e il quartiere pronto a vivere qualche ora di spensieratezza. A Secondigliano, però, la cronaca ha finito ancora una volta per imporsi sulla voglia di normalità.
Proprio nelle ore in cui la Notte Bianca cominciava a richiamare residenti e visitatori, il rione Berlingieri è stato teatro di una sparatoria. L’allarme è scattato poco dopo le 20:30, quando in via delle Dolomiti sono stati avvertiti diversi colpi di pistola.
L’arrivo delle pattuglie ha fatto scattare immediatamente gli accertamenti, gli specialisti della Scientifica hanno effettuato i rilievi e recuperato sull’asfalto tre bossoli calibro 9×21. Ma il numero dei reperti potrebbe non restituire l’intera sequenza della sparatoria: secondo le prime informazioni raccolte, infatti, sarebbero stati una decina i colpi esplosi.
Alcuni residenti avrebbero fornito agli investigatori elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto. Tra i racconti raccolti c’è quello di chi avrebbe notato alcuni ragazzi su uno scooter, con una pistola tra le mani, una scena durata pochi istanti, ma sufficiente a seminare il panico tra chi si trovava nella zona.
Particolarmente forte il racconto di un genitore che, secondo quanto riferito, avrebbe spiegato agli agenti di aver temuto per la vita del figlio. In una strada frequentata da residenti e famiglie, la presenza di un’arma e l’esplosione dei colpi hanno trasformato rapidamente una serata di festa in un momento di terrore.
Quello del Berlingieri non sarebbe un episodio isolato. La sparatoria si è solo l’ultima di una serie di fatti che nelle ultime settimane hanno fatto crescere l’attenzione delle forze dell’ordine sulla zona, già il terzo episodio riconducibile a una cosiddetta stesa nell’arco di poche settimane.
Dietro questa successione di raid potrebbe esserci la ricerca di nuovi equilibri criminali e gli investigatori stanno cercando di comprendere se i recenti episodi siano collegati tra loro e se possano essere ricondotti a una contrapposizione tra gruppi interessati a conquistare spazi e attività nella zona.
Il contesto è quello di un territorio che negli ultimi mesi ha subito importanti cambiamenti negli assetti della criminalità organizzata. Le operazioni delle forze dell’ordine e gli arresti di diversi personaggi ritenuti vicini al clan Licciardi, tra cui Luigi Carella, avrebbero modificato gli equilibri precedenti.
In questo scenario, secondo le ipotesi investigative e le informazioni raccolte sul territorio, nuove leve della criminalità avrebbero iniziato a muoversi con maggiore aggressività nell’area compresa tra il rione Berlingieri e la zona di via Cassano. Tra le piste prese in considerazione c’è anche un possibile interesse riconducibile alla Vanella Grassi, che potrebbe puntare a rafforzare la propria influenza attraverso gruppi più giovani.
Sono circostanze che dovranno essere verificate dagli investigatori e che, al momento, non possono essere considerate elementi definitivamente accertati. Ma la sequenza degli episodi desta preoccupazione e alimenta il timore che dietro le recenti violenze possa esserci una partita più ampia per il dominio del territorio.
Anche i mesi scorsi hanno lasciato segnali inquietanti: a marzo un ventenne era stato aggredito con un coltello, poco tempo prima, durante un altro episodio violento, un ragazzo era stato ferito alle gambe da proiettili e nello stesso raid era rimasto coinvolto anche un giovane legato da rapporti familiari con ambienti riconducibili al clan Licciardi.
Tanti episodi ravvicinati che restituiscono l’immagine di un quartiere attraversato da tensioni profonde.
E così, mentre Secondigliano provava a riappropriarsi delle proprie strade con musica, negozi aperti e persone in strada, a poche centinaia di metri la realtà era completamente diversa.
La Notte Bianca avrebbe dovuto essere un’occasione per accendere le vie del quartiere. A far rumore, invece, sono stati ancora una volta gli spari.
Ora toccherà agli investigatori stabilire chi abbia impugnato quella pistola, per quale motivo e soprattutto se la sparatoria rappresenti un nuovo capitolo di una contesa criminale che rischia di diventare sempre più pericolosa.
Perché il problema, oltre alla singola sparatoria, è ciò che questi episodi raccontano: la difficoltà di costruire normalità in un territorio dove basta una pistola in strada per riportare tutti dentro una paura che sembrava, almeno per una sera, essere rimasta fuori dalla porta.
This post was published on Ago 8, 2026 9:44
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