Categories: Economia e Lavoro

Sciopero nazionale del “caffè sospeso”: bloccano attività bar, mense e ristoranti

Circa 400 mila pubblici servizi come bar, ristoranti, mense aziendali, scolastiche, locali e discoteche ma anche marchi famosi come McDonald’s, gli autostradali Autogrill, Chef express, Cremonini, oggi sospendono le loro attività e i lavoratori scendono in piazza per far sì che il loro contratto di lavoro, scaduto nel mese di maggio scorso, vanga rinnovato.

Lo sciopero denominato la protesta del “caffè sospeso” è stato indetto dai sindacati Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil e prevede anche momenti di mobilitazione a Roma e a Milano. Nella Capitale i lavoratori manifesteranno davanti la sede nazionale della Confcommercio, mentre a Milano è previsto un corteo che da piazza Castello raggiungerà la sede della Confcommercio di Corso Porta Venezia.

La federazione dei pubblici esercizi (Fipe),che è la maggiore organizzazione datoriale di settore, aderente a Confcommercio, ha ufficializzato la disdetta unilaterale dal contratto nazionale, sulla scia di Angem (associazione che riunisce i principali operatori della ristorazione collettiva).

«Quello di Fipe è un affronto al sindacato, una mossa che rischia di compromettere le relazioni sindacali consolidate nel tempo che hanno consentito fino ad oggi di tutelare il lavoro in questo importante comparto». Questa la posizione del segretario generale aggiunto della Fisascat Giovanni Pirulli, in merito alla decisione della Fipe di disdire il contratto nazionale di lavoro della categoria. «È urgente e necessario – aggiunge il segretario generale Fisascat Pierangelo Raineriche le associazioni datoriali riflettano sul loro modo di agire e facciano un passo indietro per ripristinare la contrattazione nazionale e consolidare la contrattazione decentrata per sostenere anche attraverso di esse l’auspicata ripresa».

Quello su cui si batteranno, riferiscono le rappresentanze sindacali, riguarderà l’applicazione di istituti contrattuali quali quattordicesima mensilità, scatti di anzianità, permessi, indennità di malattia, costi ulteriori che i datori di lavoro non hanno intenzione di sostenere.

This post was published on Ott 31, 2013 12:08

Rita Guitto

Vivo di cinema e letteratura e credo che il giornalismo sia un modo di essere, poi un lavoro. L’informazione è la giusta leva per far girare il mondo come dovrebbe.

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