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Sciopero McDonald’s a Napoli, a rischio 39 lavoratori (VIDEO)

Sciopero a oltranza dei lavoratori della catena più famosa di fast food. Oggi l’azienda ha infatti reso effettivo il licenziamento di ben 39 persone che lavorano nei ristoranti di Piazza Municipio, Casoria e Afragola. Tra questi, 8 i dipendenti impiegati nella sola struttura di piazza Municipio che oggi resterà chiusa “per sciopero”. E proprio davanti alle porte sbarrate del Mc Donald’s dove fino a pochi giorni prima lavoravano, i dipendenti hanno organizzato un presidio fisso, che durerà, spiegano, “fin quando Mc Donald’s Italia e Guido Freda, amministratore delegato di Napoli Futura (possessore al 50% di alcuni Mc Donald’s della città, ndr) non verranno a sentire le nostre ragioni”.

Dietro i licenziamenti l’ombra della crisi.

I 39 licenziamenti più 1, quello di Alessandra Vitangelo, rappresentante Uil Tucs dei lavoratori del Mc Donald’s di piazza Municipio, licenziata pretestuosamente dopo le proteste dello scorso 8 e 9 febbraio, sarebbero stati motivati dall’azienda come frutto di una politica di svecchiamento aziendale e tagli della forza lavoro in esubero. In sostanza, secondo i vertici di Mc Donald’s Italia e di Napoli Futura, una join venture che detiene il 50% delle quote di alcuni ristoranti di Napoli e Provincia, i dipendenti sarebbero troppi. Superflui, se non addirittura inutili rispetto all’afflusso di clientela nei ristoranti che, nell’ultimo periodo, si sarebbe notevolmente ridotto. Almeno nei locali di piazza Municipio, Casoria e Afragola. Ma dietro queste giustificazioni, secondo molti lavoratori, si nasconde lo spettro di una crisi molto più ampia, che non riguarda soltanto i ristoranti partenopei ma coinvolge l’azienda a livello nazionale se non globale.

La testimonianza: “Esuberi? Ma se non riusciamo nemmeno a mandare avanti il locale!”

“Quando, prima di inviare loro le lettere di licenziamento, l’azienda ha mandato in ferie forzate 8 dei nostri colleghi” raccontano i dipendenti che ancora lavorano al Mc Donald’s di piazza Municipio, “noi non siamo nemmeno riusciti a mandare avanti regolarmente il locale”. “Due domeniche fa” racconta Donato, manager del personale nel ristorante di piazza Municipio, ho dovuto chiudere le porte mezz’ora prima, alle 9,30 invece che alle 10, perché la calca di gente in attesa di mangiare era talmente tanta che gli animi si stavano surriscaldando. Avevamo solo 2 casse, 1 sala e 1 cucina in funzione. Così sono stato costretto a chiudere e avvisare il mio superiore dell’inconveniente” spiega. Una scelta spinosa, fatta soprattutto per tutelare la sicurezza dei miei colleghi.” “Insomma, quella coda siamo riusciti a smaltirla solo un’ora dopo, alle 10,30, con il turno di lavoro che finisce alle 11. Questo perché siamo troppo pochi a gestire il ristorante. E invece l’azienda parla di desertificazione e di esuberi. A noi non pare proprio che sia così” conclude. “Anche in altre occasioni il locale ha cambiato gli orari di apertura e di chiusura perché il personale era troppo poco” gli fa eco Alessandra, “addirittura un pomeriggio abbiamo chiuso alle 17.

Venerdì scorso accordo saltato.

Uno spiraglio sembrava essersi aperto durante il tavolo di trattativa dello scorso venerdì in Regione Campania alla presenza dell’Assessore al Lavoro Severino Nappi. In quell’occasione l’azienda ha proposto un piano in 15 punti per il reintegro dei lavoratori, ma alle sue condizioni. Condizioni che, secondo Stefania Giunta, segretario regionale Uil Tucs, erano inaccettabili. “L’azienda ha chiesto di gestire le ferie e i permessi dei dipendenti per 24 mesi in cambio del reintegro” spiega. Il che avrebbe significato ferie forzate, senza alcuna possibilità di scegliere o almeno concordare il periodo feriale, mobilità dell’orario di lavoro e tra i vari ristoranti, ovvero disponibilità del lavoratore a vedersi diminuire senza preavviso le ore di lavoro giornaliere e a lavorare in qualunque Mc Donald’s della Provincia, ma soprattutto permessi orari non retribuiti. “Hanno cercato di mettere le mani nelle tasche dei lavoratori, era un accordo inaccettabile” spiega la Giunta.

I sindacati dalla parte dei lavoratori.

Lina Lucci, Segretario Generale della Cisl Campania, è intervenuta sulla spinosa questione che vede a rischio la carriera di ben 39 lavoratori e, quindi, la vita di 39 famiglie. Secondo il segretario generale, la multinazionale che ha messo in atto questa opera di taglio delle spese sta facendo qualcosa di inaccettabile. ”Riteniamo assolutamente vergognoso questo modo di fare impresa privo di ogni senso di responsabilità“. Queste le parole di Lina Lucci. Si schiera dalla parte dei lavoratori di McDonald’s anche il Segretario Generale della Fisascat Campania Stefania Chirico, che parla di vero e proprio ricatto nei confronti dei lavoratori. Intanto loro, i lavoratori, annunciano il presidio fisso finché non otterranno un incontro con i vertici di Mc Donald’s Italia. “Non ci muoveremo da qui. Venite a parlare con noi, vi aspettiamo”. 

This post was published on Feb 25, 2014 11:07

Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne alla Federico II. Appassionato di videogiochi, calcio, cinema e letteratura. Crede che il giornalismo non sia solo ricerca della verità, ma anche sapiente uso di ironia e sarcasmo.

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