Insospettabili professionisti della Napoli bene che, all’occorrenza, si trasformavano in pusher che rifornivano altri clienti appartenenti all’alta borghesia napoletana. Così un’operazione dei Carabinieri di Napoli avvenuta nell’ambito di un’inchiesta della Procura distrettuale Antimafia, che va avanti dal 2009, porta alla luce lo scandalo della coca negli ambienti più “in” della città: da Chiaia a Posillipo, da Capri a Ischia e a Procida, una rete di spacciatori e consumatori di alto rango foraggiava il mercato illecito delle sostanze stupefacenti attraverso la vendita e il consumo di ingenti quantità di droga.
Sono 55 le misure cautelari emesse, tra arresti in carcere, ai domiciliari e obblighi di firma; e fra gli arrestati spuntano i nomi di numerosi professionisti noti in città. Chiaia, Marechiaro, Posillipo; e poi i Quartieri Spagnoli, il Lavinaio, l’Arenaccia: queste le zone di residenza degli arrestati, il doppio volto di una Napoli divisa tra lo splendore dei quartieri borghesi e la miseria di quelli popolari che si fonde, diventando una cosa sola.
Un meccanismo impeccabile, quello scoperto e messo in scacco dai Carabinieri: le ordinazioni di droga avvenivano via telefono. La consegna invece era effettuata a domicilio: dalle piazze di spaccio, site in alcuni comuni a Nord di Napoli tra cui Mugnano e Melito, la droga arrivava direttamente nelle case dell’alta borghesia partenopea. Che spesso, per non rimanere a secco, finanziava alla banda di spacciatori l’acquisto di grandi partite di cocaina ricevendo in cambio forti sconti e pacchetti di dosi gratis.
This post was published on Giu 12, 2014 11:41
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