Il nuovo romanzo della brava scrittrice Roberta Mezzabarba si intitola “Le confessioni di una concubina”. Una storia di violenza fisica e psicologica, consumatasi in ambito familiare e sentimentale.
La violenza ha varie facce e si nasconde dietro forme di accondiscendenze e moralismo di facciata che portano chi la subisce a una vita di tormenti. Misia è una donna che vive una vita senza senso, in compagnia del marito Filippo, un orco senza sentimenti, e genitori che l’hanno da sempre sminuita, fatta sentire indegna di avere amore e rispetto.
Con una scrittura cruda e composta da frasi brevi la scrittrice racconta il calvario di questa donna che non si riconosce, non si ritrova, non si ascolta, vive come anestetizzata. Il ritmo è martellante e cadenzato dai sentimenti bui che la protagonista sente.
Ma l’autrice regala al lettore un cambio di passo narrativo ed ecco allora che all’improvviso la storia raccontata si fa più riflessiva e assistiamo a uno spartiacque di un prima e di un dopo. Accade un qualcosa che coglie di sorpresa la protagonista Misia e il lettore, anche perché non può esserci niente oltre il buio più cupo e annichilente.
Romanzo Roberta Mezzabarba
Uno squarcio irrompe nel tessuto narrativo che porterà poi a un finale attento e non buttato via. Si nota come la Mezzabarba abbia scelto con cura un finale degno di essere letto e che vive di un equilibrio tutto da costruire. Posso definire il finale del romanzo un urlo inarrestabile e covato da troppo tempo.
“Le confessioni di una concubina” è un romanzo sicuramente da leggere e su cui riflettere perché vede nelle pieghe di una apparente assuefatta sofferenza il tentativo di ritrovarsi di tutte le donne.
This post was published on Giu 7, 2021 20:22
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