A Pompei si torna a parlare di futuro partendo dalla terra. Il 20 e 21 maggio il Parco Archeologico di Pompei aderisce alla decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile con due giornate dedicate all’ambiente, all’agricoltura sostenibile e al rapporto tra territorio, conoscenza e comunità.
Il titolo scelto è già un programma: “Pompei… Crea: il recupero delle antiche colture per un futuro sostenibile”. E infatti al centro dell’iniziativa ci sono proprio le colture dell’antica Pompei, riportate oggi al centro di un percorso di studio e sperimentazione che guarda alle sfide ambientali contemporanee.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e il CREA – Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria – e si inserisce nel calendario nazionale del Festival dello Sviluppo Sostenibile, che dal 6 al 21 maggio coinvolge scuole, enti, associazioni e cittadini in tutta Italia.
Il cuore del progetto sarà giovedì 21 maggio, dalle 10 alle 13, con una visita ai campi sperimentali situati nell’area esterna alle mura del sito archeologico. Protagonisti gli studenti dell’Istituto Superiore “M.P. Vitruvio”, indirizzo Agraria, di Castellammare di Stabia, che saranno accompagnati dagli esperti del CREA alla scoperta delle attività di ricerca in corso.
Qui non si parla solo di agricoltura “green” in senso astratto. Si lavora concretamente sul recupero di antiche varietà vegetali legate al territorio vesuviano, individuate attraverso studi di etnobotanica e coltivate oggi con pratiche ecosostenibili.
Farro, ceci, zucca, cipolla e finocchio, colture già presenti nella Pompei arcaica, vengono studiate e selezionate per capire come possano adattarsi alle esigenze contemporanee e alle sfide poste dal cambiamento climatico.
L’obiettivo è chiaro: recuperare varietà naturalmente resistenti, legate al microclima vesuviano e capaci di offrire un modello agricolo più sostenibile e meno dipendente da processi intensivi.
Ad anticipare l’iniziativa sarà, il 20 maggio, un evento ospitato nella Parvula Domus di Pompei, la prima fattoria culturale e sociale all’interno di un sito UNESCO, gestita dalla cooperativa sociale “Il Tulipano”.
Uno spazio che già di per sé racconta un’idea diversa di sostenibilità: non solo ambientale, ma anche sociale e culturale.
L’appuntamento, patrocinato dal Comune di Pompei, sarà diviso in due momenti. Si partirà con una tavola rotonda pensata come luogo di confronto tra realtà territoriali, associazioni e operatori impegnati sui temi della sostenibilità e della costruzione di reti sociali.
Poi spazio alla parte più pratica e partecipativa, con workshop esperienziali di ortodidattica e apicoltura didattica, organizzati in occasione della Giornata mondiale delle api. Previsti anche laboratori creativi e attività outdoor dedicate agli studenti del liceo classico “G.B. Vico” di Napoli e del liceo “Pascal” di Pompei, percorso TRED – Transizione Ecologica e Digitale.
Pompei oltre gli scavi
L’aspetto forse più interessante dell’iniziativa è proprio questo: vedere Pompei non solo come luogo della memoria, ma come spazio vivo di sperimentazione e ricerca.
Il sito archeologico diventa così anche terreno di riflessione sul presente e sul futuro, dove il recupero del passato non è nostalgia, ma possibilità concreta di costruire nuovi modelli sostenibili.
This post was published on Mag 18, 2026 11:05
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