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Piazza Leonardo, sprofonda via Suarez. Peluso: “Intervenire subito” (VIDEO)

di Giuliana Gugliotti

Ridateci la nostra piazza“. E’ un messaggio triste, malinconico, quello che campeggia sullo striscione appeso alla transennatura di uno dei tre cantieri di piazza Leonardo, la scritta rossa su un lenzuolo bianco ormai nascosta dalle auto in sosta vietata che, altrimenti, non saprebbero dove fermarsi.

Perché da quando hanno aperto quei maledetti cantieri, per costruire dei parcheggi interrati che i cittadini nemmeno volevano (almeno, non tutti), piazza Leonardo è diventata una giungla selvaggia. Dei parcheggi, della viabilità, della sicurezza stradale.

Tre le voragini che adesso, dopo il ricorso al Tar dello scorso novembre che ha bloccato i lavori, fanno bella mostra di sé deturpando il volto della piazza: la prima, la più grande, dove le macchine della Cooperativa Celebrano avevano già iniziato a trivellare, all’angolo con viale Michelangelo; la seconda, con la terra appena poco smossa, in via Suarez; la terza, dove solo i sampietrini sono stati rimossi, all’imbocco di via Girolamo Santacroce.

Tre buchi aperti sul vuoto, perché, come ci racconta Mariano Peluso, consigliere M5s della V Municipalità, piazza Leonardo sotto il livello del suolo è vacante, riempita solo di materiali incoerenti, di risulta, rimasugli degli scavi risalenti alle origini della storia del Vomero. “Uno dei motivi” spiega Peluso “per cui la metropolitana non poté realizzare qui una delle stazioni, preferendo invece dislocarla a via Salvator Rosa”.

E forse nemmeno i permessi per la costruzione dei parcheggi si sarebbero dovuti concedere. Perché sotto il manto stradale di piazza Leonardo non c’è niente. E in quel niente ora si sta infiltrando l’acqua, caduta in abbondanza con le ultime piogge. I primi segni evidenti si sono già avuti: via Suarez sta sprofondando, nell’angolo adiacente al distributore della Total, a causa del passaggio continuo dei mezzi pesanti, costretti ora, con l’apertura del cantiere, a transitare rasente al marciapiede. La denuncia è arrivata dagli stessi gestori del distributore di benzina e da alcuni abitanti della zona, che hanno notato delle crepe che prima non c’erano e la sinistra inclinazione del palo di ferro che regge l’insegna della Total.

A niente è servita la manifestazione dello scorso martedì, a niente sono servite le sollecitazioni del geometra Lezzi della Protezione Civile che ha intimato la chiusura immediata dei cantieri. Quelli sono rimasti lì, in attesa della sentenza del Tar sulla presunta irregolarità dei lavori, che ci sarà il 26 febbraio.

“La ditta non vuole collaborare” spiega Peluso. “Allora si muova il sindaco. Luigi De Magistris aveva promesso che non ci sarebbero più stati parcheggi come quello di piazza Muzii al Vomero. Lui è l’unico che può fermare questo scempio, con un’ordinanza sindacale. Che mantenga la parola data”.

Intanto a terrorizzare i cittadini è il rischio, come spiega anche Peluso, di “una Chiaia bis“.  Un crollo che, se si verificasse, non sarebbe solo reale, ma anche simbolico. Il crollo (definitivo) di una città e di una amministrazione che resta, nonostante gli sforzi, troppo lontana dai problemi dei cittadini.

GUARDA IL VIDEO:

 

10 dicembre 2013

This post was published on Dic 10, 2013 10:44

Giuliana Gugliotti

Nasco in Ottobre, prima del tempo. Mi resta addosso l'ansia di fare, negli anni imparo che la fretta è cattiva consigliera. Odio le approssimazioni, amo Napoli, l'odore dei libri e le cose ben fatte.

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