Il 21 gennaio si celebra l’International Hug Day: dai social alla scienza, l’abbraccio torna protagonista tra benessere, connessioni emotive e bisogno di umanità
Oggi, 21 gennaio, si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale dell’abbraccio (International Hug Day), una ricorrenza nata negli Stati Uniti ma diventata negli anni un vero e proprio fenomeno globale, rilanciato dai social network e sempre più supportato anche da studi scientifici.
In un’epoca dominata da schermi, notifiche e relazioni digitali, l’abbraccio si riprende spazio come gesto universale di connessione, capace di superare lingue, culture e differenze.
Da iniziativa simbolica a fenomeno social
La Giornata mondiale dell’abbraccio nasce nel 1986 negli Stati Uniti, su iniziativa di Kevin Zaborney, con l’idea di incoraggiare le persone a mostrare affetto in modo semplice e spontaneo.
Negli ultimi anni, però, l’Hug Day ha trovato nuova linfa grazie ai social network, diventando un trend virale.
Oggi hashtag come #GiornataDellAbbraccio, #HugDay, #FreeHugs e #Abbracciamoci popolano Instagram, TikTok e X, tra foto, video, storie personali e messaggi di vicinanza emotiva.
Perché l’abbraccio fa bene (lo dice anche la scienza)
Non è solo una questione simbolica. Numerosi studi dimostrano che abbracciarsi fa bene alla salute:
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riduce i livelli di stress e cortisolo
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stimola la produzione di ossitocina, l’ormone del benessere
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rafforza il sistema immunitario
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migliora l’umore e il senso di sicurezza
Secondo gli esperti, bastano 20 secondi di abbraccio per attivare benefici concreti a livello emotivo e fisico.
Dopo il distanziamento, torna il bisogno di contatto
Dopo gli anni segnati dal distanziamento fisico, l’abbraccio è tornato a rappresentare anche una piccola conquista sociale. Non a caso, negli ultimi anni la Giornata mondiale dell’abbraccio viene vissuta come una sorta di rito collettivo, un modo per ricordare quanto il contatto umano sia essenziale.
Abbracci tra amici, familiari, partner, ma anche abbracci “virtuali” dedicati a chi è lontano o a chi attraversa momenti difficili.
Un gesto semplice, un messaggio universale
Non servono grandi gesti o occasioni speciali: l’abbraccio resta uno dei linguaggi più immediati dell’empatia.
In un mondo spesso diviso e accelerato, la Giornata mondiale dell’abbraccio ricorda che fermarsi, avvicinarsi e stringersi può avere un valore profondo.
Oggi più che mai.














