Attualità

Non solo palco: il mondo poliedrico di Giacomo Casaula. Intervista all’autore

Cantautore, attore, autore teatrale, scrittore … Giacomo Casaula non conosce mezze misure quando si parla di Arte. Ogni suo brano, spettacolo o pagina ha il suo tocco personale, originale. Nipote della compianta Annamaria Ackermann, porta dentro di sé l’eredità di una vera icona del teatro partenopeo, ma senza diventarne un “clone”. Conserva le radici, certo, ma non si accontenta, cerca autenticità, lasciando il suo segno. E poi c’è la musica, una vera passione nata anche grazie a due “mostri sacri” del settore: Giorgio Gaber e Rino Gaetano, per lui non solo gusti musicali, ma affinità d’animo. In Gaber trova la teatralità intelligente che fa pensare; in Gaetano quella leggerezza che ti sorprende e ti colpisce allo stesso tempo. Chi lo ascolta sul palco capisce subito quanto quegli insegnamenti siano impressi dentro di lui: nei silenzi, nell’ironia, nel modo di usare la musica per raccontare l’uomo prima ancora del personaggio. Giacomo non è solo palco e canzone, ma anche scrittura, ed è un autore che non si limita a scrivere, perché “vive” quello che scrive, guarda le cose da vicino, le osserva con ironia, malinconia e una buona dose di verità. Tutto questo emerge chiaramente nel suo ultimo libro, Siamo tutti figli unici (Guida Editore).

L’ho incontrato mentre si preparava ai suoi prossimi appuntamenti, e da una semplice chiacchierata è nata un’intervista per RoadTv Italia:

Bentrovato Giacomo. Se dovessi raccontarti a chi non ti conosce, da dove partiresti? Dalla musica, dal teatro o dalla scrittura?

Sicuramente dal Teatro. Il teatro è la base su cui costruisco la mia vita umana e professionale. Da questa casa madre si snodano poi la scrittura e la musica.

Sabato sarai sul palco de Il Clubino al Vomero. Ci racconti qualcosa di questo spettacolo? 

Lo spettacolo che porto in scena si chiama ‘Love’. E’ una sorta di compendio sul tema universale dell’amore. Attraverso il Teatro-canzone si vive un viaggio con un fiato solo in cui probabilmente gli spettatori avranno più punti interrogativi che esclamativi. Con me in scena Andrea Barone alle tastiere e Gianmarco Volpe alla chitarra.

In un tempo in cui tutto è basato sulla velocità, tu usi la profondità, la parola lenta, il suono studiato … è un tuo modus o anche una protesta verso un mondo sempre più “liquido”?

Credo entrambe le cose. E’ indubbiamente un mio modus operandi e al tempo stesso una protesta verso una liquidità generalizzata che sembra assorbire tutti gli aspetti della nostra vita. Anche per queste ragioni ho intitolato il mio secondo progetto di Teatro-canzone ‘Amore sintetico’.

Stai già lavorando a nuovi progetti di scrittura? A quando un nuovo romanzo firmato Giacomo Casula?

Sto lavorando a qualcosa di nuovo, ma non sono in grado di dare tempi precisi. E’ una scrittura più lenta e per i temi trattati c’è assoluta necessità di tempo.

Hai da poco vissuto la perdita di tua nonna, Annamaria Ackermann, donna di grande spessore artistico. Quanto dei suoi insegnamenti rivedi nella tua vita e nel tuo modo di fare teatro?

Rivedo la sua abnegazione, la correttezza quasi parossistica nei confronti del lavoro e dei compagni e colleghi con cui condivido la scena, la signorilità mai ostentata ma resa concretamente, l’uso della dizione. La lista sarebbe lunga.

C’è qualcosa di lei (un gesto, una frase, un modo di pensare) che conservi e ne fai uso ogni giorno, anche fuori dal palcoscenico?

Conservo gesti privati, d’affetto, che preferisco conservare per me.

Parliamo dell’amore, spesso fonte d’ispirazione per chi crea. Quanto conta per te nella vita e nel lavoro?

Credo che sia imprescindibile, un motore invisibile che fa muovere corpi, sensibilità ed universi. Non si può vivere senza l’amore, qualunque esso sia.

Fare questo mestiere richiede tempo, passione e dedizione: quanto è difficile conciliarlo con la vita privata e di coppia?

Ci vuole pazienza e sacrificio, non è semplice mettere insieme i pezzi, ma non è nemmeno impossibile. Credo dipenda molto dalla volontà e soprattutto dai momenti di vita che ci si ritrova ad affrontare. A volte è solo questione di incastro e tempismo.

I tuoi prossimi impegni?

Oltre al Clubino a fine mese sarò ai Quartieri Spagnoli (Casa Trinità) con lo spettacolo ‘Il caso di Alessandro e Maria’ di Gaber-Luporini insieme a Laura Cascio e Andrea Barone. Poi a novembre viaggerò tra Agrigento e Padova ma per tutti i dettagli suggerisco di seguire la mia pagina Facebook Giacomo Casaula e il mio profilo Instagram g_casaula.

Chiacchierare con Giacomo Casaula è come assistere a uno dei suoi spettacoli: niente filtri, solo verità e passione. Ad maiora Giacomo.

This post was published on Ott 9, 2025 9:30

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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